Equo Compenso: Bray vuole favorire i creativi, no aumentare i costi

 

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha precisato che non è prevista nessuna tassa su smartphone e tablet e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate

Scritto da Simone Ziggiotto il 05/02/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Equo Compenso: Bray vuole favorire i creativi, no aumentare i costi

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha precisato che non è prevista nessuna tassa su smartphone e tablet e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate. La conferma giunge in seguito alle notizie uscite nei scorsi giorni che denunciavano l'arrivo di una nuova “tassa sui telefonini nei prossimi giorni”.

La norma al centro delle discussioni delle ultime ore è quella relativa all'equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il Ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, "nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d’autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell'interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e dei cittadini, ossia coloro a cui sono destinati i prodotti" spiega una nota del Ministero.

Confindustria Cultura Italia sull'argomento spiega che è "priva di fondamento l'ipotesi per la quale l'industria culturale, gli editori e gli autori di questo Paese hanno chiesto al Governo una nuova tassa sui dispositivi di nuova generazione" e polemizza sull'allarmismo alimentato dai mezzi di informazione: "Le cifre che circolano sui mezzi di informazione non corrispondono al vero e servono soltanto a creare disinformazione e inutili polemiche tra gli operatori". Stando alle precedenti indiscrezioni, gli aumenti dei compensi per i contenuti privati protetti dai diritti di autore avrebbero dovuto maggiorare il costo di acquisto di smartphone, tablet, lettori DVD e di altri strumenti tecnologici, anche oltre il 500 per cento. 

Per AudioCoop, l'associazione di piccoli discografici indipendenti promotori del Mei e di altre iniziative di nuova musica italiana, è indispensabile il decreto del ministro per i Beni Culturali Massimo Bray, perchè porterà "l'allineamento dell'equo compenso" e questo porterebbe l'Italia non solo "in linea con il resto d'Europa" ma, spiega l'associazione, "rappresenterebbe un aiuto sostanziale e irrinunciabile per un settore particolarmente in crisi come quello musicale e audiovisivo, colpito anche dalla diffusione della copia privata che di fatto scoraggia l'acquisto di opere su supporti venduti nei circuiti tradizionali".

AudioCoop, in merito ai costi, in una nota spiega che "si parla di pochissimi euro che non incidono sul costo all'utente su prodotti che vengono venduti". Per l'associazione "si tratta semplicemente di pagare la 'classe operaia dei creativi' " passando da percentuali "vicine allo 'Zero Virgola' a percentuali minimamente dignitose del lavoro creativo dell'artista e di tutta la filiera composta da autori, editori, produttori, artisti, interpreti ed esecutori".

AudioCoop precisa quindi di sostenere "il lavoro che il Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray sta svolgendo con il decreto sull'equo compenso" a favore del settore degli editori, con "particolare riferimento a tutti i i giovani artisti" al fine di sostenere "le giovani produzioni e i giovani festival del nostro paese".

Tra la confusione creata da molti giornali, ciò che per noi consumatori ora è importante è sapere che NON è prevista nessuna tassa aggiuntiva su smartphone e tablet e, se ci dovessero essere aumenti, tuttavia, questi saranno inferiori alle cifre circolate negli ultimi tempi.

 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?