Exposanita', stampare parti del corpo umano diventa realta'

 

In futuro sarà possibile stampare letteralmente parti del corpo umano

Scritto da Simone Ziggiotto il 08/05/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Exposanita', stampare parti del corpo umano diventa realta'

In futuro sarà possibile stampare letteralmente parti del corpo umano.

"Stampare parti del corpo umano non e' piu' una cosa del futuro, e' una realta'": a parlare è Massimo Moretti, promotore del progetto Wasp che con le sue stampanti 3D sara' tra i protagonisti della tappa bolognese di 3DPrint Hub a Exposanita' per mostrare le applicazioni di questa tecnologia in ambito medico.

Il progetto WASP nasce dalla sfida lanciata dall’arte alla scienza: "l’arte affonda le sue radici nell’intuizione chiedendo alla scienza di trovare soluzioni per concretizzare sogni". La visione di Wasp è "una piccola e veloce stampante 3D che materializzi oggetti in plastica bio, in argilla, silicone, materiali biocompatibili o che fresi il legno, i metalli, il carbonio...".

"Il nostro obiettivo e' quello di presentare agli operatori macchine a prezzo abbordabile perche' siamo convinti che sia possibile connettere il mondo dei Fab Lab, con il mondo professionale per realizzare nuove sperimentazioni", ha spiegato Moretti.

Per il team di Sharebot, un’azienda dinamica fondata da giovani imprenditori per progettare, sviluppare e distribuire stampanti 3D innovative, facili da usare e capaci di risultati professionali, l'obiettivo rimane lo stesso: "Per l’ambito medicale la sfida si gioca sul fronte della ricerca sui materiali per la stampa 3D con l’obiettivo di rendere impiantabile, e quindi compatibile con il corpo umano, ciò che viene stampato", ha detto Matteo Abbiati di Sharebot, che sarà presente all' evento che si svolgerà nel 2015 in Fiera Milano per mostrare come le loro stampanti permettano di eliminare molti passaggi, velocizzare la realizzazione dello stampo e della parte da implementare. La rivoluzione deve però prima passare dalla formazione: "Bisogna partire dalle scuole, per formare i futuri professionisti delle aziende. Sara' importante avere delle persone in grado di far funzionare le macchine", ha detto Abbiati.

Per l'ambito medicale, la sfida sarà quella di riuscire a stampare in 3D dei veri componenti che possano sostituire parti del corpo umano. "Attualmente si usano le ceramiche, il polimetilmetacrilato, i pic che sono dei polimeri stabili, e il caprolactone un materiale che si riassorbe alla interno del corpo umano in sei mesi", ha riferito Moretti. Ci sono però delle difficoltà che bisogna superare: "Nel mondo della sanità c’è un grosso muro legato al fatto della certificazione delle cose. Noi, le prime protesi le abbiamo stampate 8 anni fa, poi ci siamo fermati perché per certificare il lavoro fatto ci volevano almeno 200mila euro circa di investimento per fare le prove sul paziente". Per Moretti, bisogna quindi "abbattere quelle barriere non completamente logiche e aiutare a livello burocratico le start up o i nuovi ricercatori che hanno tutte le competenze per fare questa cosa, per fare reale innovazione".

 

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