Watson, il supercomputer IBM che ragiona come un uomo

 

Si chiama Watson, e non è l'aiutante di Sherlock Holmes

Scritto da Simone Ziggiotto il 12/05/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Watson, il supercomputer IBM che ragiona come un uomo

Si chiama Watson, e non è l'aiutante di Sherlock Holmes. Il Watson di cui andremo a trattare è il supercomputer di IBM che ragiona come un uomo.

IBM aveva deciso al tempo dell'annuncio di Watson che, come suo prossimo grande prodotto, il prodotto avrebbe dovuto fare qualcosa di un po' più "accattivante" e meno "scena d'apertura del prossimo film di Terminator". Così Watson è nato, da una collaborazione tra IBM con Institute for Culinary Education (ICE) di New York, che ha dato accesso a Watson al suo database di ricette 30.000 e oltre. Nel frattempo, il cervellone Watson stava imparando altri temi, come la scienza alimentare e la chimica.

In questi giorni Watson è stato presentato a Los Angeles, dove IBM ha dimostrato le potenzialità del suo prodotto di interagire con l’uomo e di come l‘intelligenza artificiale possa rendere la vita delle persone più facile.

L'obiettivo del supercomputer Watson è di creare una piattaforma di sviluppo in ambito cloud, con lo scopo di consentire ai fornitori di applicazioni software di creare una nuova generazione di app, e in futuro aiuterà le aziende di tutte le dimensioni, grandi e piccole come le Pmi italiane, nell'elaborazione di grandi quantità di dati provenienti dal cloud.

"Watson è un sistema cognitivo che in futuro aiuterà le aziende di tutte le dimensioni, grandi e piccole come le Pmi italiane, nell’elaborazione di grandi quantità di dati provenienti dal cloud, dai big data e dai social consentendo a tutte le imprese di trovare risposte, anche da apparecchi mobili, a domande complesse" ha detto Mike Rhodin, vice presidente di Ibm e a capo del Watson Group.

Sul progetto Watson la IBM ha deciso di investire più di 1 miliardo di dollari, di cui 100 milioni per supportare le start-up e imprese che stanno collaborando per la realizzazione della prima serie di app cognitive che sfruttano le potenzialità di Watson.

Nella dimostrazione fatta a Los Angeles, al supercomputer Watson è stato chiesto di argomentare la vendita di videogame violenti ai minori. Watson, per la risposta si è basato sulle informazioni raccolte da Wikipedia, elaborando delle tesi come quelle che una persona, informata sull'argomento, avrebbe potuto fare. “Questo dimostra come il computer sia in grado non solo di rispondere a una domanda complessa, ma di comprendere il contesto relativo a un argomento, analizzare in profondità molti dati ed elaborare, usando il libero arbitrio, una teoria appropriata senza nessun intervento umano”, ha detto John Kelly III, vicepresidente e direttore della ricerca IBM.

Watson, nel febbraio 2011, ha partecipato a tre episodi del quiz televisivo Jeopardy!, battendo i suoi avversari umani, nell'unico scontro uomo-macchina della storia dello show. Watson ha sconfitto Brad Rutter, il campione che ha vinto più denaro partecipando al programma, e Ken Jennings, detentore del record di permanenza nello show. Watson ha ricevuto il primo premio di un milione di dollari.

 

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