State of the Net 2014: impatto della rete nella vita degli italiani

 

A State of the Net 2014 l’impatto della rete nella vita degli italiani: internet usato prima di tutto per cercare informazioni, scoprire contenuti e crearne di nuovi

Scritto da Simone Ziggiotto il 13/06/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

State of the Net 2014: impatto della rete nella vita degli italiani

A State of the Net 2014 l’impatto della rete nella vita degli italiani: internet usato prima di tutto per cercare informazioni, scoprire contenuti e crearne di nuovi. Comprano su Internet soprattutto gli utenti nella fascia 18-44 anni, mentre gli utenti tra i 55 e i 64 preferiscono parlare di sé sui social quasi quanto i trentenni. 1 italiano su 3 afferma di non avvertire alcuna mancanza se la rete venisse meno per tre giorni.

A Trieste si incontrano in questi giorni imprese e ricerca per State of the Net 2014, la quarta edizione della conferenza internazionale per favorire lo scambio di tecnologie e informazioni attraverso la rete. Sono in programma più di 200 incontri da 20 minuti ciascuno per favorire lo scambio di tecnologie e l’avvio di collaborazioni e progetti tra aziende e partner scientifici provenienti da tutta Europa. Il tema scelto si lega perfettamente ai principi di Europa 2020, il cui obiettivo è uno sviluppo sempre più intelligente, sostenibile, inclusivo.

Tra i temi trattati oggi a State of the Net 2014, nel corso del panel "Perceptions of the net" sono stati diffusi i dati sull’impatto della rete nella vita degli italiani, i quali utilizzano internet soprattutto per trovare informazioni su motori di ricerca e testate giornalistiche, ma lo usano anche per scoprire nuovi contenuti o crearli.

I navigatori del web over 64 utilizzano la rete soprattutto come fonte di informazioni, mentre le funzioni più complesse come l’acquisto o la vendita dei prodotti sono più per i giovani di ascia 18-44 anni. Agli over 50 piace la possibilità di farsi conoscere sui social media. Sul lato della privacy, il 56 per cento teme di essere spiato o non sa che utilizzo può essere fatto dei suoi dati, un cittadino su tre non si pone il problema.

Di cosa gli italiani sentirebbero di più la mancanza se la rete non fosse accessibile per tre giorni?

Al primo posto mancherebbe l’utilizzo del web per la ricerca delle informazioni. Al secondo posto mancherebbero le e-mail (24,3 per cento), seguito al terzo dalla lettura di notizie (mancherebbe al 12,7 per cento) rispetto alla comunicazione via Whatsapp o Skype al quarto posto (10,8 per cento) e anche rispetto a Facebook al 5o posto (7,1 per cento).

Seguono la mancanza di servizi come homeb banking e prenotazioni (4,3 per cento), musica e video in streaming (3,1 per cento), blog, chat e forum (2,9 per cento), mentre Twitter e Instagram mancherebbero solo al 2 per cento e l’eCommerce allo 0,2 per cento.

Tuttavia, ben 1 italiano su 3 afferma (soprattutto nella fascia d’età 45-54 anni) di non avvertire alcuna mancanza se la rete venisse meno in questo lasso di tempo.

Whatsapp o Facebook per messaggiare? L’utilizzo dei sistemi di messaggistica come Whatsapp è preferito dai giovanissimi, mentre Facebook trova un picco non solo nella fascia 18-29 ma anche in quella 55-64.

Gli italiani e la loro privacy. Il 36 per cento degli italiani ha paura che qualcuno possa accedere ai suoi dati personali presenti nello smartphone o nel PC; il 20 per cento ha il terrore di essere spiato; il 33 per cento si dice indifferente e ritiene che non ci sia nulla di interessante tra i propri dati.

 

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