Aziende, 6 su 10 non crede di poter fermare furto dei dati

 

Il 57 per cento delle aziende non crede che la propria organizzazione sia protetta dagli attacchi informatici avanzati

Scritto da Simone Ziggiotto il 07/08/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Aziende, 6 su 10 non crede di poter fermare furto dei dati

Il 57 per cento delle aziende non crede che la propria organizzazione sia protetta dagli attacchi informatici avanzati.

Sono fiduciose le aziende di poter fermare il furto di dati che potrebbero paralizzarle? Hanno accesso agli strumenti di difesa e le tecnologie di cui hanno bisogno? La prima relazione del sondaggio 'Exposing the Cybersecurity Cracks: A Global Perspective' pubblicata da Websense Inc. e condotta dal Ponemon Institute risponde a queste e ad altre domande, svelando le condizioni di carenza e di scostamento che affrontano i professionisti della sicurezza It. La ricerca ha coinvolto a livello mondiale 4.880 professionisti della sicurezza It, provenienti da 15 Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, India, Italia, Messico, Paesi Bassi, Singapore, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.

Vi è una carenza nella capacità di un'organizzazione di proteggersi contro gli attacchi informatici anche se hanno la giusta tecnologia per arrestare la perdita di dati ed il furto. I risultati mostrano una preoccupante tendenza sulla sicurezza informatica. Alla domanda sullo stato della sicurezza informatica oggi, il 57 per cento degli intervistati non crede che la propria organizzazione sia protetta dagli attacchi informatici avanzati. Il 63 per cento ritiene di non avere la giusta tecnologia per fermare i criminali informatici dal rubare informazioni aziendali. Solo il 26 per cento è d'accordo sul fatto che è possibile creare un programma in grado di bloccare tutti gli attacchi. Non è sorprendente, quindi, che la maggior parte degli intervistati (69 per cento) ritenga che le minacce di sicurezza informatica a volte si celano negli stessi sistemi di sicurezza esistenti delle loro aziende.

Gli intervistati in Francia (82 per cento), Italia (82 per cento), Singapore (79 per cento) e Germania (78 per cento) sono più propensi ad accettare che che le minacce informatiche a volte passino inosservate attraverso i sistemi di sicurezza della propria azienda. Meno propensi a credere che questo sia il caso, e più ottimisti sul fatto che si possono prendere minacce, sono gli intervistati del Canada (56 per cento), Svezia (57 per cento) e Australia (58 per cento).

La ricerca rivela, inoltre, che gli intervistati trovano difficile tenere traccia del panorama delle minacce e anche sapere se la loro organizzazione è stata attaccata. Inoltre, solo meno della metà (41 per cento) le società intervistate che dicono di avere una buona comprensione del panorama delle minacce rivolte alla società odierna. A tal proposito si evidenziano delle differenze tra paesi: in Italia (52 per cento) gli intervistati credono di avere una buona conoscenza sulle minacce. Seguono Paesi Bassi (47 per cento) e Francia (46 per cento). Quelli meno certi sono gli intervistati di Hong Kong (33 per cento), Germania (34 per cento), Singapore (35 per cento), Regno Unito (35 per cento) e India (39 per cento).

Riassumendo quanto è emerso dall'indagine per ciò che concerne l'Italia, il 57% delle aziende italiane ritiene di non essere protetta in modo adeguato dagli attacchi informatici avanzati e il 66% dubita di poter fermare la perdita di informazioni sensibili. Il 52 per cento crede di avere una buona conoscenza sulle minacce, mentre l'82% ritiene che le minacce informatiche a volte passino inosservate attraverso i sistemi di sicurezza della propria azienda.

 

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