Al Grafene la Super Batteria del futuro

 

Grazie al grafene, la pila del futuro che sarà utilizzata per alimentare cellulari ed auto elettriche avrà il vantaggio di potersi ricaricare in un minor tempo ed avere una durata maggiore

Scritto da Simone Ziggiotto il 18/08/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Al Grafene la Super Batteria del futuro

Grazie al grafene, la pila del futuro che sarà utilizzata per alimentare cellulari ed auto elettriche avrà il vantaggio di potersi ricaricare in un minor tempo ed avere una durata maggiore.

E' un progetto tutto italiano la nuova pila del futuro. Ideata dal team dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, la pila del futuro, quella che sarà utilizzata per alimentare cellulari ed auto elettriche del futuro, avrà il vantaggio di potersi ricaricare in un minor tempo ed avere una durata maggiore (stimata al 25 per cento in più) rispetto alle batterie di oggi.

Come sarà possibile? Grazie al Grafene. Questo materiale è flessibile, impermeabile e con alta conducibilità elettrica. Le nuove pile, che non saranno al 100% composte di grafene, saranno utili nella auto elettriche, per via dei tempi di ricaricamento più brevi, mentre per smartphone e tablet saranno indispensabili per garantire una maggiore autonomia.

Il grafene è un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio, avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo. Il grafene viene ottenuto in laboratorio dalla grafite.

La scoperta non è frutto di menti tutte italiane, in quanto il team dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ha fatto buon uso anche delle ricerche dei due fisici Andre Geim e Konstantin Novoselov dell'Università di Manchester che nel 2010 hanno vinto il premio Nobel per la fisica avendo realizzato un transistor con il Grafene, un materiale molto flessibile che ha quindi rivoluzionato il mondo tecnologico. Nonostante i problemi iniziali riscontrati nell'applicabilità del grafene a singolo strato, i due fisici hanno evoluto il materiale fino alla costruzione del cosiddetto grafene a doppio strato, il quale garantisce più resistenza e flessibilità di utilizzo.

Il grafene mostra delle ottime caratteristiche come conduttore, ed è oggetto di intensi programmi di studio al fine di utilizzarlo per la realizzazione di sistemi a semiconduttori. Nel 2011, IBM è riuscita a realizzare un transistor dello stesso materiale con una frequenza di 155 GHz e lunghezza del gate di 40 nm. Il grafene è stato proposto anche come un materiale capace di immagazzinare idrogeno.

Dal 2007, nei laboratori dell'ITME (Instytut Technologii Materiałów Elektronicznych) presso l'Università di Varsavia vengono studiati metodi di produzione del grafene a basso costo e alta efficacia. Nel gennaio 2013 il progetto 'Graphene' è stato selezionato dalla Commissione europea tra i FET Flagships, i progetti faro di ricerca e sviluppo promossi dall'Unione Europea che beneficeranno di un sostegno finanziario di 1 miliardo di euro lungo dieci anni. 

 

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