Nomofobia, Ansia e Paura di essere Sconnessi con lo Smartphone

 

Siete eccitati quando sul vostro smartphone compare una notifica? Non sapete cosa fare se il telefono è sconnesso dal resto del mondo? Potreste essere Nomofobici, che per un professore di psichiatria crea dipendenza

Scritto da Simone Ziggiotto il 18/08/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Nomofobia, Ansia e Paura di essere Sconnessi con lo Smartphone

Siete eccitati quando sul vostro smartphone compare una notifica? Non sapete cosa fare se il telefono è sconnesso dal resto del mondo? Potreste essere Nomofobici, che per un professore di psichiatria crea dipendenza.

Nomofobia è un termine di recente introduzione che identifica la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Il termine è stato coniato in occasione di uno studio commissionato a YouGov, un qualificato ente di ricerca britannico, da Stewart Fox-Mills, responsabile del settore telefonia di Post Office Ltd.

Se uno studio ha rilevato che quasi il 53 % degli utenti di telefono cellulare in Gran Bretagna tendono a mostrare uno stato ansioso quando "perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete", David Greenfield, professore di psichiatria all’Università del Connecticut, sostiene che essere legati così tanto al proprio smartphone crea dipendenza, una patologia che interferisce con la produzione della dopamina.

Ora, sappiamo che la dopamina è un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolamine che si trova all'interno del cervello e funziona da neurotrasmettitore, tramite l'attivazione dei recettori dopaminici specifici e subrecettori. La dopamina crea stimoli che producono motivazione e ricompensa, o meglio crea piacere. Su questo principio si basa la cura della depressione, che consiste nel bloccare alcuni recettori che fermano il rilascio di dopamina per farne liberare quanta più possibile, per risollevare il tono dell’umore in modo farmacologico.

David Greenfield ritiene però che che la dipendenza da smartphone incoraggia gli utilizzatori del dispositivo a compiere attività che danno piacere, che in realtà non lo è. Ad esempio, quando vediamo una nuova notifica sul telefono, nel nostro cervello scatta il rilascio della dopamina perché si presume che qualcosa di nuovo ci ha coinvolti, sebbene non siamo a conoscenza del fatto che si tratta di una novità positiva o negativa. Pur sempre di novità però si tratta. Il processo che si innesca nel cervello è però quello di continuare a controllare l'arrivo di nuove notifiche, cosa che continua a far salire il livello della dopamina.

I nomofobici vengono anche paragonati ai giocatori di slot machine, i quali giocano in continuazione con la speranza di vincere tanti soldi, ma non sanno se ogni volta che fanno partire il gioco alla fine vinceranno o meno. La dopamina, però, aumenta in quantità nell'attesa di conoscere se si ha vinto o meno, che tornando all'esempio delle notifiche corrisponderebbe al tempo passato da quando ci si accorge della nuova notifica a quando si scopre se è positiva o meno.

Lo studio citato poco sopra ha esaminato che su 2.163 persone poco oltre la metà di queste (il 55 per cento) sente il bisogno di tenersi in contatto con amici e familiari come causa principale dello stato ansioso che li assale quando non possono usare il cellulare. Lo studio ha inoltre rilevato che i livelli di stress indotto mediamente dalla nomofobia sono paragonabili a quelli indotti dalla "tremarella del giorno delle nozze" o a quelli di quando si va dal dentista. Il dieci per cento degli intervistati ha detto di avere necessità di essere rintracciabile in ogni momento per motivi di lavoro.

E voi siete nomofobici? Scriveteci nel box dei commenti qui sotto le vostre considerazioni.

 

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