Amazon, continua la Guerra dei libri digitali

 

Gli autori di libri si stanno unendo, anche premi Nobel

Scritto da Simone Ziggiotto il 01/10/14 | Pubblicata in Amazon | Archivio 2014

 

Amazon, continua la Guerra dei libri digitali

Gli autori di libri si stanno unendo, anche premi Nobel. Un'unica forza pronta a battersi contro Amazon.

La scorsa primavera, quando Amazon ha iniziato a scoraggiare i clienti di acquistare i libri pubblicati da Hachette, gli scrittori si sono arrabbiati perchè si sono sentiti delle 'pedine' nel gioco delle trattative contrattuali del rivenditore con l'editore per il caso dei prezzi degli e-book. Durante l'estate, si sono riuniti insieme e pubblicamente hanno iniziato a protestare contro le azioni di Amazon.

Ora, centinaia di altri scrittori, tra cui alcuni dei più illustri, si stanno unendo alla coalizione nel mondo. In circa 300 scrittori hanno obiettivi molto più ampi: vogliono che il Dipartimento di Giustizia americano apra un'indagine sulle "tattiche monopolistiche illegali" che Amazon starebbe attuando. Il gruppo di scrittori 'rivoltisti' chiede anche in modo provocatorio "Quali sono i diritti e le responsabilità di una società che vende metà dei libri in America e controlla la piattaforma di e-book?". Gli scrittori chiedono quindi alle autorità di approfondire i diritti e le responsabilta' di una societa' che vende meta' dei libri in circolazione in America e che controlla la piattaforma dominante degli e-book.

Amazon ha intensificato la scorsa estate la sua posizione contro la casa editrice Hachette, invitando autori e lettori di fare pressione all'amministratore delegato della casa editrice per far accettare i termini di Amazon e chiudere la disputa aperta quattro mesi fa per il prezzo degli e-book. In una lettera ai lettori pubblicata online, Amazon ancora una volta ha espresso la sua posizione perché i prezzi degli e-book dovrebbero essere inferiori e ha chiesto alle persone di inviare al CEO di Hachette Michael Pietsch una lettera in cui chiedono l'accettazione dei termini proposti nella disputa dal colosso dell'e-commerce con sede a Seattle.

La controversia è iniziata a maggio, quando Amazon ha rimosso i pulsanti preorder per i titoli in arrivo da Hachette e ha rifiutato di rivendere i suoi libri. Hachette ha quindi accusato la compagnia di volutamente ritardare le spedizioni dei suoi libri e di utilizzare gli autori come merce di scambio. Nel mese di luglio, un gruppo di quasi 900 autori, tra cui pesi massimi come Stephen King, Jennifer Egan e John Grisham, hanno firmato una lettera contro le tattiche di negoziazione di Amazon.

Adesso, gli scrittori riuniti chiedono che il dipartimento della Giustizia metta Amazon sotto inchiesta per tattiche monopolistiche illegali. "Se Amazon non viene fermata siamo alla fine della cultura letteraria in America", ha detto Wylie al New York Times: "Quel che Bezos sta facendo e' a danno dell'industria del libro e degli autori".

Andrew Wylie, il super-agente letterario soprannominato 'Jackal - sciacallo" per le maniere forti con cui negli anni Novanta otteneva contratti miliardari ai suoi autori, ha chiesto a tutti gli scrittori se volevano unirsi al gruppo "Authors United" ed ha aperto anche un sito web (authorsunited.net) in cui è stata pubblicata una lettera aperta in cui vengono spiegati i motivi delle proteste. Tra coloro che hanno detto accettato di aderire al gruppo ci sono Philip Roth, Orhan Pamuk, Salman Rushdie, VS Naipaul e Milan Kundera.

Ma cosa vuole Amazon? In pratica il colosso dell'e-commerce chiede di abbassare i prezzi degli e-book, riducendo di conseguenza i ricavi dell'editore. Hachette non vuole. Per disincentivare le vendite di titoli della casa editrice, Amazon o non applica gli sconti sui volumi, o allunga più che può i tempi di consegna o proprio non dà la possibilità di preordinare i libri in uscita.

"E' molto chiaro per me, e per quelli che rappresento, che ciò che Amazon sta facendo è molto dannoso per l'industria editoriale e gli interessi degli autori," ha detto l'agente Wyli. "Se Amazon non viene fermato, ci troviamo di fronte alla fine della cultura letteraria in America." 

Amazon nel frattempo si rifiuta di commentare, ma in un'intervista nel mese di luglio, Russ Grandinetti, vice presidente della società per Kindle, ha dichiarato: "I ​​libri sono veramente una casa per noi. E' da dove siamo partiti. Ci preoccupiamo profondamente di questi. Aiutare libri e autori in un mondo affollato di media digitali è molto importante per noi."

La guerra Amazon vs Hachette continua...

 

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