Curiosity, via all'uso del trapano in cerca d'acqua

 

Continua l'avventura su Marte del rover Curiosity

Scritto da Maurizio Giaretta il 17/01/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Continua l'avventura su Marte del rover Curiosity. Le analisi e la raccolta dei campioni della superficie del Pianeta Rosso proseguono e per la prima volta ha trivellato la roccia facendo uso del trapano che ha in dotazione.

Il rover è posizionato su una superficie rocciosa planare che mostra tenui venature (per le quali le analisi hanno evidenziato una concentrazione costituita da elevati livelli di calcio, zolfo e idrogeno) e che pertanto potrebbe racchiudere degli indizi sulla presenza passata di acqua. Se gli ingegneri della NASA daranno il via libera, per la prima volta nella missione del Mars Science Laboratory potrebbe essere presa la decisione di procedere con la trivellazione.

La roccia che è stata scelta (e che si può vedere nell'immagine) ha stupito gli scienziati perchè presenta delle caratteristiche inaspettate come venature, nodi, sassolini di varia granulometria e strati sovrapposti. "Sono tutte rocce sedimentarie e ci raccontano che l'ambiente di Marte ha depositato materiale attivamente in questo punto. Le differenti dimensioni della grana ci indicano le condizioni di trasporto" ha affermato Aileen Yingst del Planetary Science Institute in Tucson, Arizona.

Il programma di lavoro, una volta deciso di procedere, consiste nel raccogliere campioni dall'interno della roccia, che saranno successivamente analizzati in quanto a formazione minerale e chimica.

"Trivellare la roccia sarà l'attività più ardua dal momento dell'atterraggio"

"Trivellare la roccia per raccogliere campioni sarà l'attività più ardua dal momento dell'atterraggio" ha spiegato il direttore del progetto del Mars Science Laboratory Richard Cook. "Non è mai stato fatto su Marte. Lo scavo implica uno scambio di energia con il materiale marziano che non possiamo controllare. Non ci sorprenderemmo se la prima volta l'intero processo non andasse a buon fine".

La roccia scelta per lo scavo è stata intitolata "John Klein" in memoria del membro del team John W. Klein, scomparso nel 2011.

John Klein si trovava a 5 metri di distanza dal rover quando, tra le 3:10 e le 3:33 del pomeriggio del 153.esimo giorno marziano, è stato composto questo mosaico. Ricordiamo, infatti, che la Mast Camera di bordo ha un sensore digitale di 2 Megapixel (ecco il perchè). I tre siti scelti per lo scavo presentano piccole differenze.

Siccome non è possibile controllare i movimenti del rover in tempo reale, gli scienziati della NASA preparano quotidianamente (giorno o notte che sia, in funzione di quando arriva la luce del giorno nel cratere Gale) tutte le istruzioni che dovranno, con ore di distanza, essere eseguite sul Pianeta Rosso.

Il laboratorio errante della National Aeronautics and Space Administration attualmente è localizzato nel cratere Gale. Ricordiamo che il rover ha le dimensioni di un'automobile, pesa circa una tonnellata e che proprio in tale cratere è atterrato cinque mesi or sono. La missione primaria che deve compiere ha una durata prevista di due anni e ha come scopo la raccolta di indizi sulla possibile esistenza di vita microbica.

 

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