CO2: Parlamento Europeo boccia l'aumento dei prezzi

 

Commissione Europea: no all'aumento dei prezzi dell'emissione di CO2

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/04/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Commissione Europea: no all'aumento dei prezzi dell'emissione di CO2. Bocciato il ritiro temporaneo di alcuni diritti di emissioni Co2 e di altri gas a effetto serra rilasciate nell'atmosfera.

Nonostante le pressioni degli ambientalisti, la plenaria del Parlamento europeo ha bocciato il ritiro temporaneo di alcuni diritti di emissioni Co2 e di aumentare i prezzi delle quote di emissione di anidride carbonica su proposta della Commissione Ue per risollevare il mercato di tali permessi, che ad oggi è molto al di sotto delle aspettative. La proposta della Commissione Ue era di ritirare dal mercato 900 milioni di quote allo scopo di far aumentare il prezzo unitario delle quote stesse, precipitato dai 30 euro iniziali agli attuali 4 euro per tonnellata di CO2 prodotta.

CO2

L'Italia, assieme ad altri paesi d'Europa come Francia, Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Svezia, aveva fatto appello al Parlamento per autorizzare la misura temporanea proposta dalla Commissione europea. 

"Dopo questo voto, la stabilita' del sistema di scambio di quote (ETS) e' in serio pericolo," ha commentato la sezione europea di Greenpeace in una nota. "Se non si risolve il problema dell'eccesso di quote, il sistema non puo' raggiungere il suo obiettivo, che e' quello di dissuadere chi inquina e di incentivare gli investimenti in energie pulite," continua la nota. Il no del Parlamento europeo all'aumento del prezzo delle quote per l'emissione di CO2 è "un fallimento storico" secondo il direttore di Greenpeace, Joris den Blanken.

Il sistema per lo scambio di quote di emissioni (Ets) è stato introdotto otto anni fa, nel 2005, ed è stato il primo sistema internazionale ad aver imposto un tetto massimo delle emissioni di Co2 e di altri gas a effetto serra rilasciate nell'atmosfera ("cap and trade"), consentedo ai partecipanti di acquistare e vendere quote secondo le loro necessità ma sempre rispettando il limite massimo imposto dalla Comunità UE. Il cosiddetto 'diritto di inquinare' è stato pensato per finanziare la conversione alle energie non fossili.

La commissaria europea per la lotta al cambiamento climatico, Connie Hedegaard, si è detta 'rammaricata' del 'No' del Parlamento europeo, affermando: "Rifletteremo sui prossimi passi da fare per assicurarci che l'Unione europea abbia un forte sistema di scambio di emissioni".
 

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