RoboBee, sviluppati gli insetti elettronici

 

Hanno una massa di 80 milligrammi, un'apertura alare di 3 centimetri e battono le ali a una frequenza di 120 Hertz

Scritto da Maurizio Giaretta il 03/05/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Hanno una massa di 80 milligrammi, un'apertura alare di 3 centimetri e battono le ali a una frequenza di 120 Hertz. Non sono colibrì, bensì sono dei dispositivi elettronici sviluppati dall'Università di Harvard che hanno le sembianze di insetti e che, come tali, sono in grado di volare.

Gli insetti robot si chiamano RoboBee (bee in inglese significa ape) e, dopo un decennio di ricerca e sviluppo, sono stati in grado di spiccare il primo volo in verticale. Sono in grado di stazionare sospesi nell'aria e anche di cambiare direzione. Quando cominceranno a circolare probabilmente non ci accorgeremo nemmeno della loro presenza, così come non ci accorgiamo di tutti gli insetti che ci circondano.

"Ero così entusiasta che non sono riuscito a dormire"

Il primo volo del RoboBee è stato spiccato lo scorso Agosto e è prontamente stato filmato dallo studente laureato Pakpong Chirarattananon della divisione ingegneria e scienze applicate (SEAS) dell'università di Harvard. "Ero così entusiasta che non sono riuscito a dormire", ha raccontato nel numero pubblicato questa settimana di Science. Il progetto è stato sviluppato assieme alla divisione Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering.

Questo dispositivo "non solo rappresenta il massimo dell'innovazione nel campo della produzione in miniatura e dei sistemi di controllo", infatti è un'ispirazione che ha indotto dozzine di ricercatori ad harvard a lavorarci per anni. "Ogni volta che si sviluppava un componente, emergevano sempre nuovi problemi", si legge nella pubblicazione.

"E' quello che ho provato a fare negli ultimi dodici anni" ha raccontato Robert J. Wood, uno dei capi del progetto. E' stato possibile raggiungere l'obbiettivo solo grazie alle recenti innovazioni tecnologiche introdotte dal laboratorio di ricerca in termini di produzione, materiali e design. "Ha funzionato e lo ha fatto piuttosto bene".

Le applicazioni per i RoboBee e le procedure per la loro realizzazioni si potranno adattare a numerosissime applicazioni

I movimenti dell'insetto meccanico sono stati ispirati dalle movenze biologiche delle mosche. Le ali sono sottilissime e quasi invisibili. Come anticipato, si muovono a una frequenza di 120 battiti al secondo. Sono realizzati in pastica e fibra di carbonio e hanno una struttura attentamente bilanciata. Ognuna delle due ali è autonoma. Incorporano un sistema di stabilizzazione che consente di tenerli stabili in caso di lievi spostamenti d'aria.

A che cosa serviranno? Le applicazioni per i micro robot sono potenzialmente vastissime. Sperando che non vengano usati per spiare le abitudini delle persone, possono trovare applicazione in ambito di monitoraggio ambientale, nelle operazioni di salvataggio (immaginiamo una serie di sensori che possano scovare sopravvissuti sotto una valanga di neve o tra le macerie di un edificio).

Droni nel film Oblivion


Ma ancor più significativi sono i materiali e le tecniche che sono stati usati per la loro realizzazione. "Per esempio, il processo di produzione potrebbe dare il via a una nuova generazione di dispositivi medicali complessi". E' già in programma, in effetti, la commercializzazione di alcune di queste tecnologie.

In futuro il processo di produzione sarà implementato. Sarà possibile costruire macchine volanti più piccole ed efficienti con costi unitari inferiori.

La fantascienza diventa sempre più realtà. Ve lo immaginate un futuro di RoboBee e di droni?

 

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