Il carbone uccide 2 persone ogni ora

 

In Europa l'inquinamento da carbone provoca 22

Scritto da Simone Ziggiotto il 12/06/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

In Europa l'inquinamento da carbone provoca 22.300 morti all'anno, ossia due persone ogni ora. L'allarme viene lanciato da Greenpeace basandosi sui dati del risultato della ricerca condotta dall'Università di Stoccarda. 

Secondo quanto emerso dal rapporto intitolato "Silent Killer" (assassino silenzioso) sono cinque i milioni di euro che ogni anno la società e i governi degli stati membri dell'UE pagano per trattare le malattie e risolvere la conseguente perdita di giornate di lavoro delle persone che si ammalano a causa del carbone.

L'analisi ha esaminato gli impatti negativi sulla salute delle 300 centrali che più inquinano in Europa e sono state elaborate proiezioni nel caso in cui le 50 nuove centrali a carbone in costruzione entrino in attività. 

La ricerca ha evidenziato altresì che le centrali elettriche a carbone provocano inquinamento atmosferico di una misura tale da provocare più morti di quanti non ne vengano causati dagli incidenti stradali, in particolare in Polonia, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca. 

logo Enel medio

In Italia, scrive Greenpeace, nel 2010 ci sono stati 521 morti premature con una perdita di quasi 117 mila giornate di lavoro. Secondo Greenpeace, la colpa è dell'Enel: "Alla produzione della grande multinazionale elettrica italiana è riferibile secondo la ricerca, una stima in tutta Europa di 11.660 anni di vita persi nel 2010". Enel viene considerata come "la quinta peggiore compagnia a livello europeo in termini di impatti sulla salute e la quarta se si considerano gli impianti da realizzare e in via di sviluppo".

L'Enel non ha potuto non commentare le accuse di Greenpeace. Si legge sulla nota: ''I dati che diffonde Greenpeace non sono basati su una effettiva analisi delle emissioni delle centrali termoelettriche italiane che sono costantemente monitorate dalle autorita' e dagli enti allo scopo preposti. Sono estrapolazioni del tutto arbitrarie, non basate su una relazione scientifica di causa-effetto. (...) Secondo i dati ISPRA, alle centrali termoelettriche italiana e' attribuibile meno dell'1 per cento delle polveri sottili, che derivano principalmente dagli impianti di riscaldamento e dai trasporti''.

Lo stato che è messo peggio è la Polonia, dove le centrali elettriche a carbone del Paese provocano ogni anno più di 5.000 morti premature. Secondo l'Università di Stoccarda, la Polonia è il paese dell'Unione Europea dove vi è "il peggior impatto sulla salute delle persone" e seguono, in classifica, Germania, Regno Unito, Svezia, Grecia e Bulgaria.

 

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