Gli Italiani chiedono auto ecologiche e rinnovabili

 

Sono online i risultati di un recente sondaggio a campione condotto dall'istituto Ipsos Mori per conto di Greenpeace e riguardante ciò che gli italiani pensano sulle attuali riforme della legge europea sull'efficienza delle auto

Scritto da Simone Ziggiotto il 18/06/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

Sono online i risultati di un recente sondaggio a campione condotto dall'istituto Ipsos Mori per conto di Greenpeace e riguardante ciò che gli italiani pensano sulle attuali riforme della legge europea sull'efficienza delle auto.

I dati emersi dal sondaggio sono "informazioni importanti" secondo Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in vista della riforma della legge sull'efficienza delle auto prevista entro la fine del mese di giugno.

Secondo i dati, l'84 per cento degli italiani è convinto che le case produttrici di automobili possono produrre veicoli più efficienti, in grado di consentire un maggior risparmio di carburante e, di conseguenza, garantire un risparmio in termini economici agli automobilisti; inoltre, gli italiani desiderano un'automobile che inquini di meno per salvaguardare il futuro dell'ambiente.

CO2

Secondo poco più della metà degli italiani (il 51 per cento) l'Unione Europea deve avere norme più severe che riguardano le emissioni di sostanze inquinanti dei veicoli, anche nel caso in cui possano incidere sul costo finale delle automobili.

Inoltre, il 27 per cento degli italiani sostengono che la spesa mensile in carburanti influisce troppo negativamente sul proprio budget.

Domani, i governi daranno mandato alla Presidenza per condurre la fase finale del processo di negoziazione. Greenpeace chiede ai Ministri dell'Unione europea di promuovere un nuovo obiettivo secondo cui le auto non emettano oltre 60 grammi di CO2 per chilometro percorso entro il 2025.

Secondo il ministro per l'ambiente tedesco Peter Altmaier, Greenpeace, ''sta facendo pressione per mantenere sulle strade europee i veicoli meno efficienti e nocivi per il clima e per i consumi di petrolio, minando la possibilita' di conseguire un accordo per standard di emissione ambiziosi''.

Infine, secondo, Boraschi, ''la preoccupazione dei consumatori per i costi della mobilita' e la richiesta di proteggere il clima coincidono perfettamente''.


Nove italiani su dieci vogliono soluzioni alternative al carbone come fonte di energia. Un numero importante favore alle rinnovabili, meglio se con nuovi incentivi da parte dello Stato.

Il novanta per cento degli italiani è contrario all'uso del carbone per produrre energia elettrica, favorendo l'energia solare tra le varie fonti alternative disponibili. Sempre nove italiani su dieci sono favorevoli alla chiusura entro il 2020 delle centrali a carbone e a olio combustibile che rilasciano sostanze inquinanti in atmosfera, idealizzando per il futuro"un'Italia al 100 per cento a energia pulita".
 
CO2

E' quanto emerge dal rapporto "Gli italiani e il solare" stilato dalla società di analisi Ipr marketing insieme con l'Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde e con Yingli green energy Italia e Sorgenia.

Analizzando i dati del rapporto, l'88 per cento degli intervistati spera nell'introduzione di una carbon tax, ossia una tassa sulle risorse energetiche che emettono biossido di carbonio nell'atmosfera. Gli incentivi alle rinnovabili rendono felici l'85 per cento degli intervistati ma cresce il numero di persone che preferirebbero incentivi normativi piuttosto che incentivi economici, ossia è in crescita la percentuale di persone che desiderano semplificazioni burocratiche e libertà di auto-produrre e vendere energia verde. Nel dettaglio, nove italiani su dieci sono favorevoli all'installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio condominio, se aiutati da un incentivo pubblico.
 
Nel rapporto sono prese in considerazione anche le smart grid, ovvero le reti che affiancano la rete di distribuzione elettrica e gestiscono la rete in maniera "intelligente", quindi evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Le smart grid rimangono ancora sconosciute alla maggioranza degli intervistati: il 77 per cento non ne ha mai sentito parlare in giro; il 7 per cento solo conosce che cosa siano. Una volta che al 77 per cento che non conosceva le smart grid è stato spiegato che cosa fossero, l'88 per cento degli intervistati la valuta una alternativa positiva, anche se restii sulla possibilità che possa funzionare in Italia.
 
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente, ha commentato: "Gli italiani pensano in modo decisamente più verde rispetto alla loro classe dirigente. [...] Adesso più che mai, in un Parlamento caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy, occorre promuovere questa svolta".
 

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