Scienza: mappato il DNA di un cavallo di 700mila anni fa

 

E' di 700 mila anni fa il genoma dell'animale più antico, un cavallo, di cui è stata finora determinata l'esatta struttura grazie al DNA conservato negli anni dal ghiaccio

Scritto da Simone Ziggiotto il 28/06/13 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2013

 

E' di 700 mila anni fa il genoma dell'animale più antico, un cavallo, di cui è stata finora determinata l'esatta struttura grazie al DNA conservato negli anni dal ghiaccio. Della specie Equus lambei, le ossa del cavallo sono state trovate in Canada nella regione del Klondik all'interno del permafrost,il tipo di terreno che rimane sempre ghiacciato.

A riportare l'importante scoperta scientifica è stata la rivista Nature,. La ricerca sull'evoluzione del genere di cavallo Equus è stata coordinata da Eske Willerslev e Ludovic Orlando dell'Università di Copenaghen. "Sappiamo che le varie razze di cavalli sono cambiate più volte nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, in particolare durante i periodi di forti cambiamenti climatici.". hanno fatto sapere i ricercatori.

CAvallo resti

I resti del cavallo trovati nel permafrost sono stati raccolti dagli esperti mentre erano ancora in un buono stato di conservazione e, secondo le analisi, risalgono a circa 600 mila anni orsono. Grazie allo stato di conservazione, si è potuti arrivare al DNA dell'animale in quanto "il Dna può avere una sopravvivenza maggiore di quanto immaginato e quindi si potrebbe studiare anche il Dna degli ominidi più antichi", hanno fatto sapere i ricercatori.

Una volta analizzato il Dna dei resti dell'animale, gli esperti lo hanno confrontato con quello di un altro cavallo risalente a 43 mila anni fa e al genoma di cinque razze equine attuali, tra cui il cavallo domestico, il cavallo di Przewalski, il cavallo selvatico e un asino. Dal confronto è emerso che il genere Equus risale a 4-5 milioni di anni fa, quasi due volte quanto fino ad oggi la scienza pensava.

"Stimiamo che il Przewalski e le popolazioni equine domestiche risalgono a 38-72 mila anni fa. Questo sostiene la tesi che i cavalli di Przewalski rappresentano l'ultima popolazione selvatica sopravvissuta. Simili livelli di variabilità genetica tra popolazioni di Przewalski e domestiche indicano che i primi sono geneticamente più propensi alla conservazione. Troviamo anche la prova della continua evoluzione del sistema immunitario e olfattivo nelle varie specie di cavalli".

Infine, gli studiosi hanno identificato 29 regioni genomiche tra razze di cavalli che si discostano dalla neutralità e mostrano bassi livelli di variazione genetica rispetto al cavallo di Przewalski.
 

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