Specie animali in estinzione: interviene il crowd-sourcing

 

Sapevate che le banche dati online e crowd-sourcing sono dei validi strumenti per proteggere le specie a rischio estinzione? Ebbene sì, almeno secondo il nuovo studio condotto dall'americana Duke University

Scritto da Simone Ziggiotto il 30/05/14 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2014

 

Specie animali in estinzione: interviene il crowd-sourcing

Sapevate che le banche dati online e crowd-sourcing sono dei validi strumenti per proteggere le specie a rischio estinzione? Ebbene sì, almeno secondo il nuovo studio condotto dall'americana Duke University.

Pubblicato su Science, lo studio "The Biodiversity Of Species And Their Rates Of Extinction, Distribution, And Protection / La biodiversità delle specie e il loro tasso di estinzione, distribuzione e protezione" viene così descritto:

"Recenti studi chiariscono dove vivono le specie più vulnerabili, dove e come l'umanità cambia il pianeta, e come questo spinge una specie all'estinzione. Valutiamo le statistiche principali sulle specie, la loro distribuzione e il loro stato. La maggior parte sono non conosciute. Quelle che conosciamo meglio sono quelle in grandi zone geografiche e sono spesso comuni al loro interno. Il numero di specie in via di estinzione sta aumentando rapidamente, anche in aree ben note. Esse sono geograficamente concentrate e sono sproporzionatamente suscettibili alle minacce o sono già estinte. L'attuale tasso di estinzione è circa 1000 volte la velocità probabile di estinzione. I tassi futuri dipenderanno da molti fattori, e sono pronti ad aumentare. Sebbene ci sia stato un rapido progresso nello sviluppo di aree protette, tali sforzi non sono ecologicamente rappresentativi, né proteggono in modo ottimale la biodiversità".

Secondo la ricerca, ci sono nuovi strumenti tecnologici che, se propriamente utilizzati, possono proteggere le specie a rischio estinzione. Tali metodi si stanno rivelando un prezioso aiuto per riconoscere le specie a maggior rischio e aiutare a preservare i loro spazi. Uno degli aspetti più importanti riguarda la semplificazione nel raccogliere e analizzare i dati relativi alle singole specie.

Il lavoro di studiosi e naturalisti, uniti ai contributi di milioni di appassionati, consentono di creare enormi archivi sulla biodiversità. Grazie a queste informazioni è stato possibile comprendere come gran parte delle specie animali viva entro confini geografici molto limitati e spesso concentrata in piccole regioni. La maggior parte delle specie sono non ancora conosciute, perchè quelle che conosciamo meglio sono quelle presenti in grandi zone geografiche e sono spesso comuni al loro interno. Purtroppo, però, a volte alcune specie si estinguono ancor prima di essere state scoperte.

Secondo la ricerca, le banche dati saranno un ottimo contributo per i ricercatori per trovare più rapidamente nuove specie, e quindi aiutarle ad evitare l'estinzione prima che sia troppo tardi. Ad oggi, sebbene ci sia stato un rapido progresso nello sviluppo di aree protette, "tali sforzi non sono ecologicamente rappresentativi, né proteggono in modo ottimale la biodiversità", si legge nella prefazione dello studio.

 

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