CityMobil, il bus senza autista parte da Oristano

 

CityMobil si sposta grazie ad un gps di ultima generazione ed è sicuro grazie ad uno scanner laser bidimensionale capace di rilevare qualunque ostacolo e di bloccare le ruote all'istante

Scritto da Simone Ziggiotto il 12/07/14 | Pubblicata in Ambiente | Archivio 2014

 

CityMobil, il bus senza autista parte da Oristano

CityMobil si sposta grazie ad un gps di ultima generazione ed è sicuro grazie ad uno scanner laser bidimensionale capace di rilevare qualunque ostacolo e di bloccare le ruote all'istante. Si parte da Oristano per arrivare a Milano in vista dell'Expo 2015.

CityMobil è il nome di un nuovo progetto europeo in cui 28 aziende europee e istituti di ricerca sono coinvolte e provenienti da dieci paesi. Il contenuto del progetto è lo sviluppo di veicoli senza guidatore che fungono da taxi senza conducente, un servizio utile per una città e che può aumentarne l'efficienza dei sistemi di trasporto.

A bordo il minibus può trasportare dodici persone e il primo mezzo attivo in Italia parte dalla Sardegna, più precisamente ad Oristano, e la destinazione sarà Milano. Prima di raggiungere la città dell'Expo 2015 (e non è un caso) CityMobil accompagnerà i visitatori per le strade di Léon in Spagna, di La Rochelle in Francia e anche di Losanna.

Quanta sicurezza può garantire ai passeggeri un autobus che si guida da solo? Gli ingegneri che lo hanno costruito dicono che il sistema è privo di rischi: sono stati rispettati i più alti standard di sicurezza capaci anche di bloccare le ruote all’istante nel caso fosse necessario, anche quando se l'ostacolo si presenta all’improvviso (magari qualcuno in bicicletta che cade in mezzo alla strada). La sicurezza viene gestita da uno scanner laser bidimensionale capace di rilevare qualunque ostacolo il bus incontra sul suo percorso.

Il bus viene guidato a distanza da un computer e ogni spostamento viene tracciato in tempo reale grazie al gps integrato, così da controllare che venga rispettata la traiettoria impostata dai tecnici. L'alimentazione avviene tramite batterie ricaricabili collegate a un software che tiene sempre sotto controllo i consumi e avvisano i tecnici quando la carica sta per esaurirsi: in tal caso la velocità si riduce per permettere al bus di arrivare alla più vicina base per ricaricarsi senza fermarsi a metà strada.

Il progetto come abbiamo scritto sopra coinvolge più paesi dell'Unione europea, e conta cinquanta partner in tutta Europa ed è cofinanziato dall’Ue con i fondi del Programma quadro per la ricerca e l’innovazione. A coordinare il tutto per l'Italia c'è il Centro trasporti e logistica della Sapienza di Roma, con la collaborazione della società MLab di Cagliari e del Comune di Oristano.

 

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