App Android: i banner pubblicitari divorano la batteria

 

Un nuovo studio ha messo in evidenza che se un'applicazione per smartphone Android include dei banner pubblicitari, addirittura il 75 per cento del consumo della batteria viene impiegato solo da questi ultimi

Scritto da Maurizio Giaretta il 21/03/12 | Pubblicata in Android | Archivio 2012

 

Un nuovo studio ha messo in evidenza che se un'applicazione per smartphone Android include dei banner pubblicitari, addirittura il 75 per cento del consumo della batteria viene impiegato solo da questi ultimi. In altre parole, a livello di consumi energetici, le app senza pubblicità al loro interno riescono a essere più di due volte efficienti.

Lo studio, condotto da un team capitanato da Abhinav Pathak, è stato condotto in collaborazione tra la Purdue University e Microsoft.

Per calcolare l'effettivo fabbisogno di energia richiesto dalle applicazioni, è stato sviluppato uno strumento apposito chiamato EProf. Sono state testate poi cinque popolari applicazioni su Htc Nexus One (HTC Passion) con sistema operativo Android 2.3 Gingerbread:

  • Angry Birds;
  • il browser nativo Android;
  • Free Chess (scacchi);
  • MapQuest;
  • l'app del New York Times.


Prendiamo in considerazione il profilo energetico di Angry Birds. Il gioco in se è responsabile di appena il 30% del consumo totale di energia. Ben il 70% del totale è usato invece per trasmettere informazioni dell'utente in background (relative, per esempio, alla posizione, alla metrica dell'utente, download e caricamento dei banner).

In ogni livello vengono pubblicate nuove pubblicità e pertanto il 'maggior consumo' dovuto all'advertising continua a essere presente per tutta la durata della partita che si sta facendo.

Con tutte queste informazioni l'utente è in grado di ricevere annunci pubblicitari mirati e pertanto più redditizi per chi li pubblica.

L'app Free Chess (gli scacchi) ha avuto un comportamento analogo: gli annunci da soli impiegano il 70% dell'energia totale consumata dal gioco.

Continuiamo con l'analisi dell'elevato consumo energetico richiesto dalla pubblicità nelle applicazioni per il sistema operativo Android

Molte volte gli sviluppatori rilasciano due versioni della stessa applicazione: quella gratuita, ma con i banner pubblicitari, e quella "ad-free", a pagamento. Con questo articolo sicuramente non vogliamo trasmettere il principio che le app a pagamento siano migliori di quelle gratuite. Secondo quanto si può leggere sulla ricerca, consumi così elevati sono spesso sinonimo di un codice di programmazione sicuramente migliorabile. Gli sviluppatori potrebbero dunque rendere più efficiente dal punto di vista energetico il loro codice.
 
Lo strumento EProf ha per esempio messo in evidenza che l'applicazione di Facebook per dispositivi Android consuma decisamente più energia del necessario poiché, quando non è in uso, non consente allo smartphone di entrare nello 'sleep mode'.
 
La pubblicità comunque non è l'unico elemento che consuma energia. Basti pensare che sul browser nativo di Android e sull'applicazione del New York Times, il 15% del consumo è richiesto solamente per tracciare l'utente.
 
Pathak comunque ha spiegato che questa ricerca non ha lo scopo di mettere in cattiva luce talune applicazioni, ma piuttosto di sviluppare uno strumento (si parla di un possibile software) che possa aiutare sviluppatori e inserzionisti a ottenere una maggiore efficienza energetica.
 
Una buona notizia? I ricercatori che hanno svolto lo studio hanno intenzione di rendere disponibile a breve EProf in licenza open-source. Abhinav Pathak ha inoltre informato la redazione di The Verge che questo strumento arriverà a breve anche sul sistema operativo Windows Phone.
Gli utenti così potranno sbizzarrirsi nello scoprire quali sono le app che consumano di piú.
 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?