Android: le app gratuite si pagano in batteria

 

La scorsa settimana abbiamo messo in evidenza i risultati dello studio effettuato in collaborazione tra la Purdue University e Microsoft, che aveva messo in evidenza la notevole mole di energia che viene consumata dalle applicazioni Android (principalmente quelle gratuite) che fanno uso dei banner pubblicitari

Scritto da Maurizio Giaretta il 27/03/12 | Pubblicata in Android | Archivio 2012

 

La scorsa settimana abbiamo messo in evidenza i risultati dello studio effettuato in collaborazione tra la Purdue University e Microsoft, che aveva messo in evidenza la notevole mole di energia che viene consumata dalle applicazioni Android (principalmente quelle gratuite) che fanno uso dei banner pubblicitari.

Su The Verge è apparso un interessante articolo, che ora vi riassumiamo. In sintesi viene fatto notare che sebbene per alcune applicazioni gratuite non ci sia da pagare dal punto di vista economico, gli utenti pagano in termini di consumi di energia e, quindi, di prestazioni in generale.

Prendiamo per esempio l'applicazione Angry Birds. Il 70% dell'energia che consuma serve per fornire informazioni a Google, che a sua volta può proporre annunci pubblicitari personalizzati per gli utenti. A parità di consumo di batteria, a un'ora con la versione 'free' dell'app ne corrispondono due e venti minuti con quella a pagamento (70 centesimi).

Il problema tuttavia è il seguente: le applicazioni con inserzioni generano più proventi rispetto a quelle a pagamento. Ciò spinge i grandi sviluppatori a proporre le versioni gratuite.

Gli annunci pubblicitari sono gestiti da Google e pertanto gli sviluppatori non possono più di tanto intervenire sul codice di programmazione per migliorarne l'efficienza energetica.

Una soluzione potrebbe essere che Google sviluppasse una piattaforma unificata per i contenuti pubblicitari, seguendo le orme di Apple con iAds. Tuttavia i risultati che la società di Cupertino ha ottenuto non sono stati così incoraggianti.

In attesa che si escogiti un sistema per venire a capo della situazione, l'unica soluzione è che gli sviluppatori continuino a offrire sia la versione gratuita che a pagamento della propria app.

 

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