PlayBoy su iPad senza censure: come aggirare l'App Store

 

PlayBoy ha fatto il debutto senza censure su iPad

Scritto da Maurizio Giaretta il 24/05/11 | Pubblicata in Apple iPad | Archivio 2011

 

PlayBoy ha fatto il debutto senza censure su iPad. La celebre rivista delle conigliette, le graziose ragazze che mostrano le loro gioie senza troppi complessi, ha aggirato quindi l'ostacolo rappresentato dall'App Store.

Il negozio multimediale di Apple, che è contro ogni forma di nudità, aveva consentito la pubblicazione dell'applicazione della rivista. Tuttavia l'app ha molto poco del vero spirito di PlayBoy.

Per risolvere il problema etico dunque è stata realizzata una versione online di PlayBoy, accessibile all'indirizzo i.playboy.com.

Hugh Hefner con una delle sue conigliette.
 


Che cosa cambia?
- Quasi nulla. In sostanza i contenuti sono comunque visibili, ma anzichè esserlo su un'app, lo sono su un sito web. Ci saranno delle lievi limitazioni sulle funzionalità (come per tutti i siti web) e la risoluzione delle immagini non sarà altissima, in modo da limitare l'eccessivo consumo di banda.

I contenuti messi a disposizione degli utenti sono ottimizzati per lo schermo di iPad. Non è presente alcun tipo di censura e per essere visti è necessaria la connessione a internet (non si possono consultare offline).


Costi di iPlayBoy
- Gli utenti potranno sguazzare imperterriti nel mare delle pubblicazioni senza censure di PlayBoy. Sarà possibile avere l'accesso anche ai numeri storici della rivista.

Non essendo all'interno del sistema App Store, gli 8 dollari per la versione mensile non hanno la trattenuta del 30% che solitamente Apple richiede agli editori. La rivista è disponibile anche a 60 dollari per l'abbonamento annuale o a 100 dollari per quello biennale.

Per accedere al servizio, dopo aver effettuato la registrazione sarà necessario dotarsi di un collegamento a internet, andare nella pagina web della rivista e inserire le proprie credenziali (username e password).


Un modello da seguire?
- Le conigliette a bassa qualità riusciranno comunque ad attrarre i lettori? E questo modello di pubblicazione dei contenuti al di fuori dell'App Store sarà imitato anche da altri editori che non vorranno più sottostare alle norme di Apple?

 

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