Apple: Tim Cook 'indignato' dal reportage sulla sicurezza del NYT

 

Le multinazionali, si sa, per risparmiare sui costi di produzione sempre più spesso decentrano la produzione

Scritto da Maurizio Giaretta il 27/01/12 | Pubblicata in Apple | Archivio 2012

 

Le multinazionali, si sa, per risparmiare sui costi di produzione sempre più spesso decentrano la produzione. Per la maggiore, le sedi estere preferite sono quelle asiatiche, cioè dove, senza soffermarci troppo sui dettagli, l'intero processo di produzione ha un costo inferiore a quello che avrebbe da noi.

Ieri il New York Times aveva pubblicato un reportage sulle condizioni di lavoro degli operati coinvolti nella catena di produzione cinese dei prodotti Apple. Le informazioni venute a galla sono di quelle che fanno rabbrividire. Da quanto si apprende, l'atteggiamento di alcuni dirigenti (attuali e del passato) è stato fin troppo permissivo e addirittura negligente.

In un paragrafo dell'articolo (che consigliamo di leggere) si legge che alla base di un'esplosione alla Foxconn, causata dalle polveri di alluminio, ci sarebbe stato uno scarso interesse da parte della società californiana nel richiedere delle condizioni di ventilazione minime.

Un esperto di sicurezza citato dal NYT ha definito il fatto come una "pesante negligenza", aggiungendo che il problema della dispersione delle polveri tramite ventilazione "è stato risolto più di un secolo fa".

Oggi è arrivata la risposta di Tim Cook, il dirigente di riferimento della Mela. In una lettera interna, il CEO si è definito "indignato" da queste notizie.

"Come sapete meglio di chiunque altro, accuse come queste sono contrarie ai nostri principi. Noi non siamo così. Per i centinaia di voi nel mondo che siete nella catena di produzione [...], so che siete indignati quanto me"


Chi ha ragione?

 

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