Apple, gli iPhone costruiti sulla pelle del lavoratori cinesi

 

In un articolo pubblicato ieri su edition

Scritto da Maurizio Giaretta il 01/02/12 | Pubblicata in Apple | Archivio 2012

 

In un articolo pubblicato ieri su edition.cnn.com il giornalista Steve Kovach si è interrogato sulla questione legata al processo produttivo cinese dei prodotti a marchio Apple.

Sinteticamente, a seguito del reportage del New York Times della settimana scorsa, nel quale erano state descritte le condizioni di lavoro da schiavisti degli operai della Foxconn (grande azienda cinese che realizza le componenti di vari prodotti Apple), Kovach si è domandato se le persone che acquistano i vari iPhone e iPad nei negozi si dovrebbero sentire in colpa.

Nel reportage era stato fatto notare che gli operai della Foxconn lavorano in piedi, facendo turni anche di dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana. La forza lavoro comprende minorenni e le persone che si trovano a stare in piedi per tutto questo tempo hanno anche dei cedimenti fisici.

Inutile sottolineare la drammaticità di queste condizioni, che recentemente hanno provocato anche dei suicidi. A ciò si aggiungono le precarie condizioni di sicurezza. Il Times ha raccontato che, a seguito di un'esplosione di una sezione della filiale Foxconn di Chengdu, la pelle dei lavoratori è stata letteralmente portata via dallo scoppio. Per altri approfondimenti, consigliamo di leggere questo articolo.

Apple probabilmente non è l'unica società che per risparmiare sui costi di produzione chiama in causa fabbriche asiatiche che sottopagano i lavoratori. La stessa società comunque sta scalando le classifiche mondiali delle vendite grazie ai prodotti di alta qualità a prezzi competitivi (basti pensare che negli USA un Apple iPhone 4S è in vendita, con contratto, a 199 dollari).

Apple iPhone 4S

Nell'articolo viene fatto notare anche che la società di Cupertino ha in banca liquidità per circa 100 miliardi di dollari. Una parte di questo patrimonio non potrebbe essere investita per migliorare le condizioni di lavoro negli impianti di produzione in Cina? Se ciò venisse fatto, naturalmente i costi salirebbero e il prezzo finale dei prodotti Apple diventerebbe meno appetibile. D'altronde, è sempre e solo una questione di soldi.

I buoni propositi che si fanno in momenti di riflessione come questo vengono comunque spazzati via ogni volta che c'è la presentazione di un nuovo prodotto, telefonino, iPod o tablet che sia. Le file fuori dai negozi sono sempre lunghissime, con centinaia di persone in febbrile attesa di spendere centinaia di dollari (o nel nostro caso, di euro).

Per vedere un caso estremo, basta ricordare gli scontri a Pechino di metà Gennaio, cioè di quando è stato lanciato iPhone 4S in Cina.

Vediamo se... - Ora faccio un ragionamento a livello personale. E' possibile vedere questi esempi lampanti di pazzia di massa... per un telefonino? Perchè è di questo che stiamo parlando. Di un telefonino.

Sarebbe interessante che i dirigenti Apple come Tim Cook (e magari di altre multinazionali della tecnologia che non abbiamo citato ma che investono sulla disperazione dei lavoratori cinesi) andassero a lavorare per un paio di mesi alla Foxconn, come degli operai qualunque. Poi sarei cusioso di sentire se si sentono ancora 'indignati' per i reportage del New York Times.

 

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