Apple attaccata dagli hacker; Mandiant accusa l'Esercito Cinese

 

Dopo Facebook anche Apple è stata attaccata dagli hacker

Scritto da Simone Ziggiotto il 20/02/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 

Dopo Facebook anche Apple è stata attaccata dagli hacker. Secondo la società Mandiant, che negli ultimi dei anni si è occupata di scovare la fonte di quasi 150 attacchi hacker a società americane, il fulcro degli attacchi è l'Esercito Cinese.

Apple ha rivelato di aver avuto di recente un attacco da alcuni hacker, specificando che un piccolo gruppo di suoi dipendenti ha riscontrato un virus nei loro computer Macintosh. La buona notizia è che nessun dato sembra essere stato rubato al momento, ma la società continuerà ad essere vigile.

Dalle poche informazioni che abbiamo appreso, l'attacco all'azienda di Cupertino è da imputare agli stessi hacker che il mese scorso avevano preso di mira Facebook. Secondo un rapporto di Reuters, gli hacker non identificati sono provenienti dalla Cina e Apple starebbe continuando a lavorare con Forze dell'ordine locali per rintracciarli. Nel frattempo, Apple ha dichiarato che è prossima al rilascio di un nuovo strumento per proteggere i propri consumatori contro software dannosi, principale fonte di attacchi degli hacker.

Hacker Cina

Spunta fuori Mandiant, che accusa l'Esercito Cinese degli attacchi
Ma gli attacchi hacker non si limitano solo ad Apple e a Facebook. Secondo "Mandiant", la società di sicurezza che ha pubblicato il memorandum di 74 pagine in cui viene accusata l’unità militare cinese 61398 di essere a capo degli attacchi, è l’Esercito cinese a bersagliare imprese e istituzioni americane. Lo scopo è facile da intuire: spiare gli Stati Uniti.

Negli ultimi sei anni, sono stati registrati 141 attacchi provenienti dall'esercito cinese, dei quali 115 solo verso imprese statunitensi. Secondo il rapporto, i soldati-hacker seguono sempre lo stesso schema di attacco: l’invio di una e-mail 'infettata' ad un alto funzionario della società che aprendola apre le porte alle informazioni contenute nel computer al mittente del messaggio. Tutto questo gli hacker riescono perchè hanno sviluppato un software talmente potente da riuscire a superare le barriere firewall del computer della vittima.

Secondo il New York Times, fonte da cui abbiamo appreso la notizia, nonchè uno dei primi siti online ad aver reso noto il rapporto di "Madiant", l’intelligence americana già da mesi è a conoscenza del pericolo che arriva dalla Cina, che ha tenuto segreto per continuare a raccogliere prove degli attacchi che, se fossero stati resi pubblici, sarebbero probabilmente cessati. Questa strategia ha permesso l'identificazione della fonte comune degli attacchi: un edificio alto 12 piani situato nel distretto di Pudon, a Shanghai, nei pressi di Datong Road.

Anche la Casa Bianca ne era a conoscenza, precisando di aver "contattato le massime autorità cinesi spiegando loro la nostra preoccupazione per quanto si sta verificando". Pechino ha inevitabilmente negato tutto, con le parole del portavoce del ministro degli Esteri Hong Lei: "Gli attacchi cibernetici sono anonimi, tali accuse non sono credibili, siamo piuttosto noi a essere vittime degli attacchi cibernetici americani":

 

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