Apple Italia: 250 milioni di fatturato ma zero tasse

 

Caso curioso quello che riguarda Apple Italia, che conferma l'andazzo un pò per tutti i grandi colossi: nonostante possieda 13 negozi e abbia registrato oltre 250 milioni di euro di fatturato, chiude il bilancio di esercizio con una perdita di 11,5 milioni di euro

Scritto da Redazione il 15/08/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 
Caso curioso quello che riguarda Apple Italia, che conferma l'andazzo un pò per tutti i grandi colossi: nonostante possieda 13 negozi e abbia registrato oltre 250 milioni di euro di fatturato, chiude il bilancio di esercizio con una perdita di 11,5 milioni di euro.

Un bilancio che garantisce ad Apple Italia di versare appena 3 milioni di euro in imposte e risultare a fine operazione, addirittura in credito verso lo Stato.

Magia? Evasione? Truffa?
No, si tratta di un escamotage semplice e applicato da tutte le grosse aziende che applicando costi di acquisto all'ingrosso più alto, consentono di azzerare i profitti nel paese in cui sono venduti i prodotti.

Guardando infatti il bilancio, si nota che l'acquisto dei prodotti Apple pesa come un grosso macigono sui conti di Apple Italia, tanto da versare ad Apple Europe, con sede in Irlanda, la bellezza di 197 milioni di euro, azzerando di fatto l'utile e risultando addirittura in rosso.

Non male per una società che genera annualmente qualcosa come 41 miliardi di dollari di fatturato ma ne versa pochi, decisamente pochi, come tasse e imposte.

Il caso Apple è solo uno degli ultimi recentemente saliti agli onori nelle cronache di tutta Europa, visto che i grandi colossi, tra i quali Google, Amazon ed Ebay per citare i più famosi, attraverso diverse strategie, riescono a produrre miliardi e miliardi di utile e fatturato, versando poche briciole come imposte, tanto da garantire a queste aziende, la disponibilità di liquidità enorme (solo Apple dispone di oltre 70 miliardi di dollari in contanti).

Nella foto, Apple iPhone 5 l'ultimo iPhone commercializzato

Apple iPhone 5
 
Apple ha evaso tasse per 400 miliardi di dollari
 
Apple ha evaso le tasse per oltre 400 miliardi di dollari in cinque anni e oggi l'amministratore delegato della società Tim Cook è atteso al Congresso di Washington per rispondere alle domande degli investigatori di Capitol Hill che sono stati i primi ad accusare il colosso di Cupertino, in California.

L'accusa. Apple è stata accusata di non aver pagato le tasse per almeno 74 miliardi di dollari ogni anno, nel periodo compreso tra il 2009 ed il 2012 compresi. Apple è riuscita ad evadere il fisco, sempre secondo l'accusa, essendo riuscita ad investire in una fitta rete di filiali e società sussidiarie all’estero, create ad hoc per non pagare le tasse.
"Apple è una storia americana di successo", si legge nella relazione. "Oggi, Apple Inc. gestisce più di 102 miliardi di dollari in contanti, cassa e altre disponibilità liquide equivalenti e titoli negoziabili. I dirigenti di Apple hanno detto al sottocomitato che la società non ha alcuna intenzione di restituire i fondi agli Stati Uniti a meno che e fino a quando non vi è un ambiente più favorevole, come un tasso più basso d'imposta sulle società. ".

Apple
 
Carl Levin, il senatore democratico del Michigan in una requisitoria sull'indagine nei confronti di Apple, ha detto:
 
"Per Apple non è stato sufficiente muovere i suoi profitti verso paradisi fiscali offshore ma è andata oltre, riuscendo ad accumulare miliardi di dollari affermando al contempo che fiscalmente non risiedevano in nessun posto". Così Apple è riuscita a nascondere al fisco americano la maggiorparte delle entrate ricavate all’estero, che sono stimate al 61 per cento del totale.
 
La sottocommissione, che è guidata dai senatori Carl Levin e John McCain, ha condotto una lunga indagine sulle presunte strategie fiscali di Apple. L'azienda ha guadagnato 145 miliardi dollari di denaro - più di 100 miliardi di dollari al di fuori degli Stati Uniti a cui, per poi essere portati nel paese, Apple dovrebbe sottostare ad un tasso di imposta per le società del 35 per cento.
 
Apple "ha usato diverse strutture offshore, con operazioni per spostare miliardi di dollari di profitti in Irlanda, dove Apple ha negoziato una speciale aliquota dell'imposta sulle società inferiore al 2 per cento", dice il rapporto. "Una delle tattiche più insolite di Apple è stata quella di dirigere ingenti fondi a soggetti esteri non dichiarandoli fiscalmente, in alcuna giurisdizione.".

Se le accuse saranno confermate, Apple potrebbe arrivare a pagare una multa al fisco Usa del valore di miliardi di dollari (anche a due cifre). Il Congresso ha accusato "Apple Operations International" ossia il gruppo che ingloba tutti i punti vendita Apple all’estero ed è registrata in Irlanda. L'organizzazione, con entrate dichiarate per 30 miliardi di dollari fra il 2009 ed il 2012, non ha presentato dichiarazioni dei redditi in alcuna giurisdizione.
 
Apple è solo una delle numerose società oggetto di indagine da parte del sottocomitato. Lo scorso settembre il gruppo ha parlato con Microsoft e Hewlett-Packard. All'udienza di oggi ci saranno Cook, insieme con il CFO Apple Peter Oppenheimer e il capo delle operazioni fiscali della società, Phillip Bullock.
 
"Sino ad oggi, Apple si è ventata di essere il più grande contribuente al fisco dell’intera nazione, ora sappiamo che è anche il maggiore evasore", conclude Levin.
 

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