iPhone 5S: il chip a 64-bit serve a poco

 

Serve davvero a qualcosa il nuovo chip a 64 bit nel nuovo iPhone 5S? Apple ha presentato iPhone 5s, l’iPhone più innovativo di sempre, soprattutto per il suo nuovo chip A7, che lo rende il primo smartphone al mondo con un’architettura a 64 bit, grazie al quale il produttore promette prestazioni ultraveloci

Scritto da Simone Ziggiotto il 13/09/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 

Serve davvero a qualcosa il nuovo chip a 64 bit nel nuovo iPhone 5S?

Apple ha presentato iPhone 5s, l’iPhone più innovativo di sempre, soprattutto per il suo nuovo chip A7, che lo rende il primo smartphone al mondo con un’architettura a 64 bit, grazie al quale il produttore promette prestazioni ultraveloci. Per la prima volta, iPhone include un co-processore: 5S, al fianco di A7, include M7, il coprocessore che raccoglie i dati forniti dai sensori di movimento quali accelerometro, giroscopio e bussola. Lo scopo di M7 è quello di alleggerire parte del lavoro del chip A7 e migliorare l'efficienza energetica, con conseguente maggiore durata della batteria.

Apple A7

Per gli sviluppatori Apple ha anche messo a disposizione le nuove API CoreMotion, che sfruttano il coprocessore M7, con cui possono creare applicazioni "ben oltre le possibilità offerte da altri dispositivi mobili", assicura l'azienda. Il coprocessore di movimento M7 misura costantemente i dati di movimento dell’utente, anche quando il melafonino è in standby, sempre con un consumo di energia ridotto.

Che cosa è a 64 bit?
A livello più tecnico, un chip a 64 bit può gestire variabili con i numeri a 64 bit di larghezza piuttosto che la metà come nei chip a 32 bit, il che significa che un computer può ospitare più di 4 GB di memoria e che i chip possono eseguire calcoli con numeri interi che sono molto più grandi.

Per i server, i chip a 64 bit sono molto importanti, perché quelle macchine hanno spesso bisogno di molta memoria per l'esecuzione di molti compiti contemporaneamente. Per i PC, i chip a 64-bit sono utili per evitare di arrivare ai limiti di memoria da 4 GB, che è circa la quantità di memoria che si trova nei computer e notebook oggi in vendita. Sui dispositivi mobili, però, il limite di 4 GB deve ancora arrivare. Anche se avere più RAM è veramente utile, si possono avere grossi inconvenienti nel mercato mobile: è costoso, occupa spazio - e più problematico - consuma un sacco di energia e riduce quindi la durata della batteria. Il Samsung Galaxy Note 3, un telefono Android, ha un numero insolitamente elevato di RAM, 3GB, ma ha anche una batteria grande da 3.200 mAh, superiore alla media.

Apple durante la presentazione del suo nuovo iPhone 5S ha messo alla prova il telefono con il nuovo gioco mobile Infinity Blade 3, e non c'è motivo di dubitare che l'esecuzione del gioco era fluida sebbene i dettagli grafici fossero molti, con una grafica ad altissima definizione. Tuttavia, il miglioramento delle prestazioni è probabile che venga più dalle nuove capacità grafiche del chip A7 e dal supporto per OpenGL ES 3.0 con un'accelerazione grafica più ricca, non dall'architettura del chip a 64 bit.

64 bit OK nei PC, NO nel telefono
"Il mondo dei PC ha attraversato il passaggio da 32 bit a 64 bit, e ci sono voluti anni. Oggi si sta andando a vedere che Apple ha intenzione di spostare il sistema di mobile computing in avanti da 32 bit a 64 bit in un giorno
", dice il capo marketing di Apple Phil Schiller, parlando all'evento di presentazione di iPhone 5S e 5C. Certo, ci sono volute solo un paio d'ore per Apple per annunciare l'iPhone 5S e il processore A7. Ma per la piena transizione ai chip a 64 bit nel mercato mobile ci vorranno anni, proprio come avvenuto per il mercato dei PC. 

E la compatibilità?
Il principale beneficio del computing a 64 bit stà nella capacità della memoria di sistema, che può superare i 4 Gb. Tuttavia, anche qui ci sono degli inconvenienti, nel passaggio dai sistemi a 32 bit: non tutti i programmi realizzati per poter essere eseguiti su una macchina a 32 bit sono in grado di funzionare con processori a 64 bit. Apple ha pronta una risposta a questo problema: tutte le applicazioni realizzate a 32-bit per iPhone fino ad oggi sono compatibili con iPhone 5S.

In definitiva, un chip a 64 bit può risultare utile per compiti aziendali o, ancora più specifico, per simulazioni scientifiche, ma non vale la pena avere chip a 64-bit sul cellulare. Almeno per il momento, poi, in futuro, si vedrà. Certo è che Apple ha aperto una nuova strada per i produttori concorrenti, con Samsung che ha già dichiarato che il prossimo anno lancerà i suoi top gamma con chip a 64-bit.
 

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