Apple: il giudice respinge una querela contro Cupertino

 

Il giudice Lucy Koh sentenzia che i querelanti non sono riusciti a dimostrare che sono stati danneggiati in qualche modo dalla presunta falsa dichiarazione di Apple nell'ambito della raccolta dei dati di geolocalizzazione negli iPhone

Scritto da Simone Ziggiotto il 29/11/13 | Pubblicata in Apple | Archivio 2013

 

Apple: il giudice respinge una querela contro Cupertino

Il giudice Lucy Koh sentenzia che i querelanti non sono riusciti a dimostrare che sono stati danneggiati in qualche modo dalla presunta falsa dichiarazione di Apple nell'ambito della raccolta dei dati di geolocalizzazione negli iPhone.

Un giudice federale ha respinto una causa contro Apple in cui la società è stata accusata della raccolta e la condivisione delle informazioni personali dei clienti. La causa, depositata nel 2011, ha accusato di Apple di violare le leggi sulla privacy trasmettendo un log delle posizioni degli utenti raccolti tramite iPhone a terzi senza il consenso dell'utente, anche se i clienti avessero spento la funzionalità di geolocalizzazione. Gli attori (coloro che hanno avviato il processo esponendo le relative ragioni) hanno inoltre sostenuto di aver pagato di più per il loro iPhone di quanto avrebbero dovuto se fossero stati a conoscenza che Apple stava raccogliendo dei loro dati.

Tuttavia, il giudice distrettuale Lucy Koh ha rilevato che gli attori non sono riusciti a dimostrare che Apple è stata promotrice di false dichiarazioni o che hanno avuto dei danni per questo. "I querelanti devono essere in grado di fornire alcune prove che provino una o più delle presunte false dichiarazioni di Apple e che sono stati danneggiati in tal modo", ha detto Koh nella sentenza del 25 novembre.

"Mentre siamo delusi della decisione e lavoreremo con i nostri clienti per valutare le loro posizioni, vale la pena notare che il giudice Koh ha respinto l'istanza di Apple, in quanto Apple ha affermato che non vi era alcuna lesione" Scott Kamber, un avvocato dei querelanti, ha detto a Bloomberg. "La decisione del tribunale non ha affrontato la fondatezza delle rivendicazioni sottostanti, ma si è limitata alla revisione della privacy policy di Apple".

La decisione segue una sentenza simile emessa il mese scorso nell'ambito di una class-action contro Google in cui un giudice federale ha concluso che le pratiche di tracciamento dei dati nei browser tramite i cookie del gigante del Web non avevano arrecato alcun danno ai querelanti. All'inizio di questo mese, la società di Mountain View ha accettato di pagare 17 milioni di dollari per risolvere reclami provenienti da 36 Stati e dal District of Columbia secondo cui Google ha violato la privacy degli utenti eludendo il blocco dei coockie di tracciamento nel browser Safari di Apple.

 

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