Ue contro Motorola salva Apple in Germania

 

Per la Commissione Europea Motorola ha violato le regole della concorrenza facendo valere in Germania la sua posizione dominante sul mercato dei brevetti attraverso una ingiunzione nei confronti di Apple

Scritto da Simone Ziggiotto il 30/04/14 | Pubblicata in Apple | Archivio 2014

 

Ue contro Motorola salva Apple in Germania

Per la Commissione Europea Motorola ha violato le regole della concorrenza facendo valere in Germania la sua posizione dominante sul mercato dei brevetti attraverso una ingiunzione nei confronti di Apple. Novità anche per Samsung, che non potrà usare il metodo dell'ingiunzione in Europa in alcuni casi specifici.

Motorola ha voluto rivendicare il suo brevetto che riguarda la tecnologia Gprs depositando presso un tribunale tedesco una ingiunzione contro Apple.

Il procedimento di ingiunzione è un procedimento speciale disciplinato dal Codice civile, ma per l'Unione Ue non può essere applicato nel caso specifico in questione perché la società di Cupertino era intenzionata a stipulare un contratto di licenza con Motorola, per poter usare i suoi brevetti. L'antitrust Ue ha quindi deciso di non multare Apple come chiesto invece da Motorola, ed ha chiesto a quest'ultima di rimediare agli effetti provocati.

Le ingiunzioni generalmente portano al blocco della vendita di prodotti che violano il brevetto, e la Commissione ha ritenuto che questa cosa va solo a danneggiare i consumatori finali.

Allo stesso tempo, sempre per questioni di brevetti, la Commissione ha deciso che Samsung non potrà usare il metodo dell'ingiunzione in Europa contro altre azienda con le quali ha concluso un contratto di licenza. In caso di richiesta di intervento del giudice, il produttore coreano dovrà rivolgersi, in accordo con l'altra parte, ad un arbitrato.

"La guerra dei brevetti smartphone non si deve fare a spese dei consumatori, per questo tutti i protagonisti dell'industria devono rispettare le regole della concorrenza", ha dichiarato il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia.

Mentre i detentori di brevetti essenziali "devono essere remunerati adeguatamente per l'uso della loro proprietà intellettuale", spiega Almunia, "gli utilizzatori di questi standard devono avere accesso alla tecnologia in termini equi, ragionevoli e non-discriminatori".

 

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