Apple TouchID: iPhone 6 sicuro quanto iPhone 5s, nessun miglioramento

 

Nei nuovi iPhone 6 di Apple le impronte digitali falsificate possono ancora ingannare il sensore di impronte digitali TouchID

Scritto da Simone Ziggiotto il 25/09/14 | Pubblicata in Apple | Archivio 2014

 

Apple TouchID: iPhone 6 sicuro quanto iPhone 5s, nessun miglioramento

Nei nuovi iPhone 6 di Apple le impronte digitali falsificate possono ancora ingannare il sensore di impronte digitali TouchID.

Ci sono delle novità nei nuovi iPhone 6 (non molte ma ci sono) ma una cosa non è cambiata: le impronte digitali falsificate possono ancora ingannare il sensore di impronte digitali TouchID. La sicurezza del lettore di impronte digitali TouchID è serrata, ma solo marginalmente, ha detto Marc Rogers, capo ricercatore di Lookout Mobile Security.

"Non credo che la gente abbia bisogno di preoccuparsene ancora, ma ci sono difetti distinti che potrebbero portare a problemi nel lungo periodo," ha detto a CNET. Rogers ha scritto in un post sul suo blog che è stato in grado di usare la stessa tecnica a basso budget per falsificare le impronte digitali per sbloccare l'iPhone 6 come ha fatto quando nel 2013 ha eseguito lo stesso test nell'iPhone 5s. "Purtroppo c'è poco in termini di miglioramento misurabile nel sensore tra questi due dispositivi," ha scritto. "Le impronte digitali false create usando la mia tecnica precedente sono state in grado di ingannare facilmente entrambi i dispositivi."

Quando Apple ha introdotto il lettore di impronte digitali TouchID come ulteriore misura di sicurezza nell'iPhone 5S i ricercatori di sicurezza hanno rapidamente dimostrato che una tecnica piuttosto antiquata potrebbe essere utilizzata per falsificare un'impronta digitale e sbloccare il telefono. Nel 2002, il professore di ingegneria Tsunetomo Mastumoto del Massachusetts Institute of Technology ha dimostrato come della sostanza gommosa semplice come la colla di Elmer potrebbe essere utilizzata per replicare le impronte digitali: basta applicare la colla sulle dita, quindi aspettare che si solidifichi ed ecco che prende la forma del dito, ivi comprese le impronte digitali.

Con l'avvento dell'iPhone 6, tuttavia, il problema si ripresenta, ma in una forma ancora più grave. Infatti, con iPhone 6 viene introdotto Apple Pay, un servizio per i pagamenti in mobilità che combina l'NFC con il sensore touchID per permettere al proprietario di consentire un pagamento solo dopo aver confermato la propria identità. Se viene rubato il telefono e si è in possesso di una impronta digitale finta, ecco che facilmente il ladro può entrare in possesso dei dati della carta di credito salvata in Apple Pay.

Anche se ha sottolineato che lui è ancora un fan del touchID, Rogers ha detto che l'hacking "richiede abilità, pazienza e una copia fatta bene delle impronte digitali di qualcuno," ma si è detto deluso che Apple non ha portato migliorie nella nuova generazione di iPhone.

Clicca qui per scoprire il servizio Apple Pay.

 

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