Password: stop alle Parole chiave, arriva il Pensiero Chiave

 

La password che si usa per accedere al proprio conto corrente online, per leggere la posta oppure per entrare sul proprio social network preferito in futuro potrebbe non essere più necessaria: la parola chiave sarà sostituita dal 'pensiero chiave'

Scritto da Maurizio Giaretta il 11/04/13 | Pubblicata in Bluetooth | Archivio 2013

 

La password che si usa per accedere al proprio conto corrente online, per leggere la posta oppure per entrare sul proprio social network preferito in futuro potrebbe non essere più necessaria: la parola chiave sarà sostituita dal 'pensiero chiave'.

E' stato infatti escogitato un nuovo sistema in grado di leggere le onde cerebrali, che renderà pertanto superflua la tradizionale digitazione dalla tastiera.

Stiamo parlando di un caschetto brevettato da un gruppo di ricercatori dell'Università della California Berkeley School of Information. Si chiama NeuroSky Mindset e può essere acquistato a circa 100 dollari. 'Legge la mente' grazie all'elettroencefalogramma. Il pensiero digitale viene poi comunicato tramite la connessione Bluetooth a un computer (o a un dispositivo 'mobile' come smartphone o tablet) ricevente.

Sono già stati eseguiti dei test e i partecipanti sono riusciti con successo, grazie alla frequenza delle onde cerebrali, ad accedere al computer. La nuova tecnologia è promettente in quanto "la percentuale di errore in confronto ai più invasivi elettroencefalogrammi multi canale è sotto all'1%".

Ecco il sistema di funzionamento: una volta che NeuroSky Mindset è pronto a ricevere i dati, l'utente deve pensare a qualcosa di specifico (una parola, un movimento specifico del suo sport preferito, una canzone, eccetera). L'elettroencefalogramma viene spedito e tradotto nel linguaggio macchina. Il pensiero chiave dunque sembra funzionare.

Questo sistema biometrico, visto il costo accessibile, potrebbe essere acquistato e usato da chiunque. La sicurezza verrebbe portata su un livello più alto in quanto le onde cerebrali, così come le impronte digitali, sono uniche. Tanto per capirsi, se due persone pensassero alla stessa cosa, produrrebbero onde con caratteristiche diverse.

I malintenzionati, che potrebbero avere difficoltà a leggere nella mente per rubare i codici di accesso, tuttavia potrebbero trovar più semplice intercettarli quando vengono comunicati al dispositivo ricevente. Il tallone d'Achille del sistema potrebbe essere infatti proprio la connessione Bluetooth?

Il progetto, si legge sulla pubblicazione della Berkeley, è stato condotto dal professor John Chuang (nella foto sopra). "Dal 1980 gli scienziati hanno pensato alla biometria per l'autenticazione sui computer. I sistemi che richiedono le impronte digitali, la scansione della retina o il riconoscimento vocale sono molto più sicuri delle parole chiave [...] Ma questi sistemi sono anche lenti, scomodi e costosi".

Le cose, dunque, sono in procinto di cambiare.

 

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