Recensione L'Uomo d'Acciaio: pregi e difetti

 

Recensione de L'Uomo d'Acciaio: i pregi e i difetti (pagina 2/2) I DIFETTI PRINCIPALI - Va bene viaggiare nel limbo tra naturale e divino, tuttavia alcuni riferimenti religiosi si sarebbero potuti evitare

Scritto da Maurizio Giaretta il 23/06/13 | Pubblicata in Eventi | Archivio 2013

 

Recensione de L'Uomo d'Acciaio: i pregi e i difetti (pagina 2/2)

I DIFETTI PRINCIPALI

- Va bene viaggiare nel limbo tra naturale e divino, tuttavia alcuni riferimenti religiosi si sarebbero potuti evitare. Comprensibile può essere quando un bambino di circa 11 anni, cresciuto in una famiglia religiosa, domandi al papà se sia stato Dio a renderlo così diverso (a questo punto devo ammettere di essermi sentito in imbarazzo, sperando che il film non prendesse una piega evangelica o alla Beautiful - cosa che poi fortunatamente non è successa). Decisamente evitabile la scena quando, durante l'interrogatorio, Superman con le manette svela di avere 33 anni.
- La scena più cretina in assoluto è quando Lois, nella prima metà del film, cammina tutta sola sull'orlo di un precipizio per seguire le orme di un individuo misterioso (che è Clark che a breve scoprirà di essere Kal-El).
- Poco dopo, arriva il momento in cui Clark salva Lois cauterizzandole la ferita. A questo punto pensavo che il film avrebbe preso una brutta piega (secondo momento di imbarazzo personale), cosa che fortunosamente non è successa.
- La parte terrestre del film si svolge sempre e solo sul terreno statunitense, mentre Zod & Co. in realtà stanno perpetrando un attacco a livello globale.


I PREGI PRINCIPALI

- Rielaborare la storia in maniera tale da farla diventare interessante, nonostante la si conoscesse già. Film del genere solitamente sono pompati di effetti speciali e basta, anche a discapito della trama; non che non sia proprio successo in L'Uomo d'Acciaio, tuttavia anche la trama non è stata raccontata in maniera banale. Sono stati piacevoli i flashback che pian piano facevano conoscere infanzia di Clark e il suo rapporto con gli altri.
- La scena che mi è piaciuta probabilmente più di tutte è stata quando Superman, in un ascesso d'ira, è piombato addosso a Zod urlando "Non puoi toccare mia madree!". Una cosa del genere non si era mai vista nei primi film di Superman ed è rivelatrice del diverso (ma non troppo) carattere del Clark interpretato da Henry Cavill rispetto a quello più sobrio e leggero di Christopher Reeve.
- Superman non è già un personaggio fatto e finito: scopre le sue potenzialità durante il corso della pellicola. Pertanto si vede che nei primi scontro contro i kryptoniani le prende, mentre nel combattimento finale riesce a rimanere ai livelli di Zod. E proprio per questo motivo è tollerabile anche la scena che conclude lo scontro finale, nella quale Superman spezza il collo a Zod (Jor-El aveva avvisato Zod che Kal-El era più determinato di lui).
- Così come scopre man mano i suoi poteri, scopre anche il piacere di salvare le persone. Pertanto quelle poche scene di dialogo con le persone normali appena salvate da un combattimento o dalla catastrofe sono più rivelatrici di tutte le altre scene che avevamo visto nei film di Superman degli anni '80.

- Interessante è stata l'elaborazione della civiltà su Krypton poco prima della distruzione, anche se sinceramente mi domando se fosse necessaria. Chi l'avrebbe mai detto, in ogni caso, che Jor-El viaggiasse in groppa a un drago?
- Rielaborata con successo è stata anche la fine di Jonathan Kent (Kevin Kostner), avvenuta proprio sotto gli occhi del figlio. Clark ha creduto nei suoi propositi, fino al punto di lasciarlo portar via dalla tromba d'aria. Vero, Clark avrebbe potuto usare qualche stratagemma per cercare di salvarlo in maniera 'umana'; tuttavia questa morte è fortemente simbolica dei tormenti di Superman e del suo modo di essere. Ricordiamo che nel Superman del '78, Jonathan muore a causa di un infarto improvviso.
- La tecnologia Terraformante usata per l'attacco al nostro pianeta, che si vede nella parte finale del film, con i due macchinari ai poli, è un elemento che esiste (almeno a livello ipotetico) e non è un'idiozia inventata per ottenere un finale catastrofico.
- Perry White (Laurence Fishburne, che vedremo con maggior costanza nei prossimi film) era un caporedattore cortese, tranquillo, in contrasto con quello sempre sulla soglia di una crisi di nervi come nei Superman degli anni '80 e nei film di Spider-Man.


L'UOMO D'ACCIAIO VS. SUPERMAN II

Beh qui si potrebbe aprire un capitolo chilometrico sulle differenze e le affinità del duplice confronto con la ciurmaglia del Generale Zod. Superman II è sempre stato il film del supereroe kryptoniano per eccellenza, caratterizzato dallo 'scontro tra titani' dello stesso retaggio. Chiaramente gli effetti speciali nel 1980 erano molto più limitati nei confronti di quelli attuali, pertanto era da tempo che gli appassionati (o almeno io) aspettavano di veder un combattimento con effetti speciali da primi della classe. Questo dunque è un punto a favore dell'Uomo d'Acciaio.

Tuttavia devo ammettere che i cattivi del film di Lester (erano tre e non un esercito) avevano un fascino maggiore, o almeno maggior fascino lo aveva Zod, che era meno guerrafondaio di Michael Shannon. Le due Faore sin equivalgono; anzi, forse quella di Snyder è ancora più cattiva. E' difficile comunque far paragoni visto che i due film, a parte i personaggi, sono piuttosto diversi. In quello dell'80 non c'era anche l'elemento della genesi di Superman; inoltre era già stato introdotto Lex Luthor, un criminale decisamente interessante.


CONCLUSIONE

Con qualche sbavatura L'Uomo d'Acciaio ha confermato le aspettative, che erano alte, senza però superarle.

In ogni caso se l'idea era quella di ridare linfa vitale a Superman, rendendolo ancora una volta interessante, l'obbiettivo è stato centrato. Ricordiamo che ci aveva provato anche Bryan Singer nel 2006 con Superman Returns, ma quella che molti chiamano 'operazione nostalgia' non era andata a buon fine, concludendosi con un flop al botteghino. Nei prossimi film della saga ci sarà l'occasione per approfondire discorsi appena accennati in L'Uomo d'Acciaio.

Questa era l'ultima possibilità per far rinascere Superman; un nuovo flop avrebbe probabilmente chiuso il franchise per sempre. Personalmente devo fare i complimenti a Goyer-Nolan-Snyder, nonostante non abbiano fatto un film perfetto. Inoltre, durante la battaglia finale con Zod, si sono visti chiaramente le autocisterne della LexCorp; è stato quindi introdotto, anche se brevissimamente, chi sarà l'antagonista nel prossimo film.

La speranza è che il sequel possa essere un pò più solare, con un Superman più consapevole dei propri mezzi e pronto a dar battaglia al nemico di turno.

Il conto alla rovescia per L'Uomo d'Acciaio 2 è già cominciato.

 

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