Apple, Microsoft battono Google sui brevetti Nortel

 

E' terminata con una sconfitta per Google, la più grande asta di brevetti al Mondo, ovvero quella avviata da Nortel composta da oltre 600 diritti di proprietà intellettuale, che includono wireless, 4g e tante altre tecnologie di comunicazione

Scritto da Redazione il 01/07/11 | Pubblicata in Google | Archivio 2011

 
E' terminata con una sconfitta per Google, la più grande asta di brevetti al Mondo, ovvero quella avviata da Nortel composta da oltre 600 diritti di proprietà intellettuale, che includono wireless, 4g e tante altre tecnologie di comunicazione.

A questa asta hanno partecipato diversi grandi colossi informatici, alcuni dei quali consorziati in un solo offerente, come nel caso di Apple, EMC, Ericsson, Microsoft, RIM e Sony che non hanno avuto problemi a offrire 5 volte la posta offerta da Google.

Se la società di Mountain View aveva offerto 900 milioni di dollari per il pacchetto completo, il consorzio misto l'ha spuntata per la bellezza di 4,5 miliardi di dollari, 5 volte appunto l'offerta di Google.

La palla passa ora ai tribunali che dovranno verificare la regolarità della transazione.

Per Nortel si tratta quasi sicuramente di una ottima buona uscita visto che la società nel 2009 aveva fatto ricorso al famoso "Chapter 11", ovvero una speciale legge per dichiarare la bancarotta.

Resta da valutare se l'acquisizione dei brevetti sarà utilizzata per ulteriori azioni legali e alimentare ancora di più l'annosa guerra dei brevetti che fortunatamente non tocca l'Italia e l'Europa.

Apple: 2,6 miliardi di dollari per i brevetti Nortel
 
Apple ha pagato la bellezza di 2,6 miliardi di dollari per aggiudicarsi il ricco portafoglio brevetti di Nortel.
 
La cifra totale per la proprietà intellettuale dei 6.000 brevetti, pari a 4,5 miliardi di dollari, è stata pagata da un consorzio costituito da colossi della tecnologia come Microsoft, Ericsson, EMC, Research In Motion, Sony e - per l'appunto - dalla società di Cupertino.
 
Sul totale, la parte più grossa è stata pagata da Apple. RIM ha contribuito con 770 milioni di dollari, mentre Ericsson con 340 milioni. Il processo di acquisizione, come si può leggere nella nota ufficiale pubblicata da Apple, "è soggetto all'approvazione delle istituzioni preposte".
 
La questione era cominciata con Apple, che inizialmente aveva intenzioni di correre in solitaria per aggiudicarsi il malloppo di proprietà intellettuali. Tuttavia quando le cifre hanno cominciato a schizzare in alto, saggiamente la società di Steve Jobs si è alleata con le aziende sopra citate per essere sicura di battere la concorrenza di Google.

 
La cifra è imponente, tuttavia sembra non esserlo poi così tanto se confrontata con i 76,2 miliardi di dollari di giacenze di cassa a disposizione della società di Cupertino al termine del secondo quadrimestre dell'anno (un importo che supera il prodotto interno lordo di più di 126 paesi - fonte: World Bank).
 
Per ulteriori approfondimenti sulla questione consigliamo di leggere gli articoli (1 e 2) precedentemente pubblicati.
 
Sembra inoltre che la multinazionale abbia intenzione di presentare un'offerta per l'acquisizione della società InterDigital, specializzata nelle tecnologie wireless.
 
 

 

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