YouTube, stop agli MP3 scaricati dai video

 

Google ha deciso di dire basta ai siti che consentono di estrarre e di scaricare sul computer le tracce musicali dei video di YouTube

Scritto da Maurizio Giaretta il 20/06/12 | Pubblicata in Google | Archivio 2012

 

Google ha deciso di dire basta ai siti che consentono di estrarre e di scaricare sul computer le tracce musicali dei video di YouTube. La società di Mountain View ha dato il via libera ai propri avvocati, che ora sono liberi di intervenire su youtube-mp3.org e su altri siti analoghi.

Sono state inviate numerose email a tutti questi portali nelle quali viene chiesto cortesemente di arrestare il servizio poichè contrario ai termini di sevizio di YouTube. Se ciò non dovesse succedere, l'intenzione è di procedere per vie legali.

I 'danni' maggiori li avranno i proprietari dei siti che finora hanno offerto un servizio che non erano autorizzati a offrire. Blocco del download significa meno visite, il che si traduce in un minor numero di proventi pubblicitari. Per scaricare la musica, gli utenti di questo genere di servizi dovranno cominciare a organizzarsi diversamente.

Su diversi video di Youtube viene fatto uso di canzoni con scopo promozionale. Essi sono accompagnati da link che rimandano gli utenti su Amazon o iTunes per procedere all'acquisto. Scaricare le tracce usando i siti gratuiti consente invece di aggirare l'ostacolo. In sostanza, non si rispettano i diritti d'autore.

Questi servizi tuttavia sono largamente popolari, specialmente tra le generazioni più giovani.

Philip, proprietario di youtube-mp3.org, ha risposto all'avvertimento con una lunga lettera. Le sue argomentazioni sono le seguenti: Google, proprietaria di Youtube, avrebbe assunto un atteggiamento "ipocrita" se si considera che converte in forma digitale così tanti libri senza permesso e che mostra gratuitamente gli articoli dei giornali su Google News, anche se qualche editore domanda di essere pagato.

Inoltre Philip sottolinea che il suo sito sta aggirando le regole per venire incontro alle necessità degli utenti.

E' possibile che Google abbia ricevuto pressioni dai proprietari dei copyright, scegliendo dunque di intimare la chiusura di questo genere di servizi illegali. E' vero, comunque, che fino a quando non si troverà una soluzione più ad ampio spettro, per ogni sito che sarà chiuso ne nascerà un altro.

 

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