UE contro Google: privacy degli utenti non rispettata

 

Google è speranzosa che le sue nuove regole sulla privacy rispettano la direttiva dell'Unione Europea

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/10/12 | Pubblicata in Google | Archivio 2012

 

GoogleGoogle è speranzosa che le sue nuove regole sulla privacy rispettano la direttiva dell'Unione Europea. Almeno è quanto si intuisce dalla replica del colosso della ricerca sul web dopo l'accusa da parte dei 27 garanti europei secondo cui Google non rispetta le norme Ue in materia di privacy degli utenti.

''Abbiamo ricevuto il rapporto e lo stiamo esaminando in queste ore. Le nostre nuove regole sulla privacy dimostrano il nostro impegno costante nel proteggere le informazioni dei nostri utenti e nel creare prodotti utili. Siamo fiduciosi che le nostra informativa sulla privacy rispetti la legge Europea''.
lo ha dichiarato Peter Fleischer, Global privacy counsel di Google.

La nuova "privacy policy" di Mountain View è appositamente studiata in modo tale che la società è in grado di raccogliere e utilizzare per propri scopi i dati degli utenti che utilizzano qualsiasi suo servizio, che sia esso Gmail piuttosto che YouTube, Drive o Google Maps. Secondo i presidenti delle Autorita' per la protezione dei dati personali dell'Ue "Mountain View deve farsi parte attiva nella tutela della privacy" e per fare questo è necessario che l'azienda americana "renda conforme alla direttiva sulla protezione dei dati personali le nuove regole in vigore dallo scorso mese di marzo".

Google

Le Autorita' chiedono a Google di mettere in atto una serie di garanzie volte alla tutela della privacy degli utenti. In particolare, Google deve:

"inserire informative privacy all'interno dei singoli prodotti, anche mediante dispositivi informatici; fornire informazioni accurate riguardo ai dati piu' a rischio, come quelli sulla localizzazione e quelli sui pagamenti on line; adattare le informative alle tecnologie mobili".

Secondo il Presidente dell'Autorita' italiana, Antonello Soro:

"Google tratta i dati di milioni di utenti sparsi nel mondo i quali non sempre sono consapevoli dell'uso che viene fatto delle loro informazioni personali. Per questo e' indispensabile che operi in modo corretto e nel rispetto dei diritti fondamentali, cosi' come riconosciuti dall'Unione europea".

In sua difesa, Google sostiene che con altre società non si sarebbe arrivati a questo punto. In particolare, l'avvocato Bradley Shears (famoso per casi come questo che hanno coinvolto in passato anche Facebook) sostiene l'azienda di Mountain View spiegando come sia fondamentale la posizione europea di Google perchè ritenuta "innovativa".

Come finirà tutto questo non lo sappiamo, ma certamente sarà un'altra lunga battaglia per la tutela della privacy degli utenti. La cosa certa è che sarà difficile tornare indietro: ormai i servizi di Google sono usati quotidianamente da milioni di persone e vedo difficile un downgrade dell'offerta proposta da Big G.

 

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