Google evade il fisco italiano, ma non e' l'unica in Europa

 

Il fisco italiano ha trovato un'altra importante azienda che evade le tasse italiane: questa volta al centro dello scandalo c'è Google, ora sotto indagine

Scritto da Simone Ziggiotto il 29/11/12 | Pubblicata in Google | Archivio 2012

 

Il fisco italiano ha trovato un'altra importante azienda che evade le tasse italiane: questa volta al centro dello scandalo c'è Google, ora sotto indagine. Secondo la finanza, negli anni compresi tra il 2002 ed 2006 Google non ha dichiarato un reddito imponibile di oltre 250 milioni di euro, per un totale di 96 milioni di euro di Iva che sarebbero dovuti essere versati all'Agenzia delle Entrate.

In sua difesa, la divisione italiana di Google ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione ufficiale: "Google rispetta le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera e siamo fiduciosi di rispettare anche la legge italiana. Continueremo a collaborare con le autorità locali per rispondere alle loro domande relative a Google Italy e ai nostri servizi”. L’accusa contro Google Italia è di imputare i propri proventi alla casa madre in Irlanda, una sorta di paradiso fiscale in Europa.

 Google

Google non è l'unica - La finanza italiana è attualmente impegnata ad analizzare i conti di molteplici aziende importanti del settore dell'elettronica e del web in generale. Il sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani ha spiegato anche che il Governo italiano è in stretto contatto con gli organi europei competenti per trovare le aziende che abbassano la base imponibile spostando gli utili verso altri paesi:

"Al fine di contrastare efficacemente fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva aventi scala transnazionale. l'Agenzia delle Entrate sta procedendo, in base ad un primo screening delle risultanze dell'attività di tutoraggio dei grandi contribuenti, a una selezione di posizioni che possano dare luogo ad una mirata attività di controllo fiscale nei confronti dei gruppi multinazionali attivi nel settore dell'elettronica e dell'e-commerce e le cui strategie fiscali sono oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica italiana ed internazionale”.

Non è una novità - I governi europei quali Francia, Germania e Inghilterra, sono da tempo impegnati per la lotta all'evasione fiscale di parecchie società internazionali. Più nel dettaglio, il Fisco francese ha chiesto a Big G il pagamento di 1,7 miliardi di euro di tasse non pagate. Una Commissione parlamentare d'inchiesta britannica ha invece accusato le pratiche fiscali anche di Amazon e Starbucks, oltre a Google. In Germania la situazione è più o meno la stessa.

Vedremo come evolverà la situazione.

 

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