Google, importante accordo con l'antitrust USA

 

La Federal Trade Commission ha reso noto il compimento di un importante accordo siglato con Google secondo il quale il colosso della ricerca deve modificare in parte le proprie pratiche di business

Scritto da Simone Ziggiotto il 04/01/13 | Pubblicata in Google | Archivio 2013

 

La Federal Trade Commission ha reso noto il compimento di un importante accordo siglato con Google secondo il quale il colosso della ricerca deve modificare in parte le proprie pratiche di business. In parte, perchè la FTC ha stabilito che Google non ha violato gli statuti antistrust e si è impegnata volontariamente per la modifica alle proprie pratiche oggetto di discussione di alcune indagini approfondite dopo che Big G fu accusata di manipolare i suoi algoritmi ricerca sfavorendo la libera concorrenza.

"Le prove che la FTC ha scoperto a seguito delle proprie approfondite investigazioni ci hanno portato a richiedere significativi cambiamenti nelle pratiche di business di Google. Tuttavia, in merito alle specifiche accuse circa le pratiche anticompetitive nei risultati delle ricerche, le prove raccolte non giustificano azioni legali da parte della commissione."

Il consulente esterno della FTC Beth Wilkinson ha poi riassunto in poche frasi la scelta di giungere ad un accordo con Google piuttosto che di procedere per altre vie:

"Google ha indubbiamente preso misure per ottenere un vantaggio rispetto ai fornitori concorrenti di servizi di ricerca. Ma le prove non hanno dimostrato che le misure di Google in questo settore abbiano soffocato la concorrenza in violazione della legge americana e non si giustifica pertanto un'azione legale da parte della FTC."

Google

Ma che cosa dovrà cambiare Google secondo l'accordo stretto con la Federal Trade Commission? 

Brevetti - I produttori di dispositivi mobili, tra cui smartphone e tablet, potranno accedere ai brevetti che Google ha acquisito da Motorola Mobility a seguito dell'acquisto della società portato a termine alcuni mesi fa. Google è obbligata a fornire le informazioni sui brevetti ai concorrenti, altrimenti correrà il rischio di essere perseguibile in tribunale.

Pubblicità di AdWords - Gli inserzionisti pubblicitari avranno la piena facoltà di fare affidamento a motori di ricerca rivali. Per poter consentire questo, Google rimuoverà alcuni vincoli legati all'uso della piattaforma pubblicitaria AdWords,  permettendo quindi agli inserzionisti di accedere a tutti i dati raccolti dalle campagne online, al fine di studiarli per poter organizzare nuove campagne future. Google deve quindi rendere più semplice la gestione delle informazioni relative alle campagne AdWords e fare in modo che ciascun sito Web sia in grado di chiedere l'oscuramento di particolari informazioni sul motore di ricerca.

Ricerca sul web - Forse il punto più importante, Google non può permettersi di valorizzare i propri servizi a non beneficio dei servizi offerti da terze parti nei suoi risultati di ricerca. Con gli ultimi aggiornamenti agli algoritmi dei risultati di ricerca, infatti, Google favorisce siti e servizi di sua proprietà, incombendo quindi in una politica concorrenziale estremamente sfavorevole per servizi non gestiti da Google, o comunemente chiamati servizi 'orizzontali'. "La 'Universal Search' deve essere presa in considerazione come una evoluzione del modo di proporre risultati online e non come un ostacolo alla concorrenza."

Questo è quanto accaduto negli Stati Uniti d'America. Ma in Europa? Ciò che accade oltreoceano non può non avere delle conseguenze anche in territorio europeo, special modo se ad essere al centro dell'attenzione è Google. Già verso la fine del 2010 la Commissione Europea ha aperto un fascicolo su Google a seguito delle lamentele di altre società, tra cui si evidenzia Microsoft, per abuso di posizione dominante sul mercato online. La Commissione Ue deve verificare se Google per promuovere i propri servizi penalizza quelli dei concorrenti nei risultati del proprio motore di ricerca. Tuttavia, Europa e Stati Uniti hanno da sempre collaborato sulla stessa linea d'onda, quindi è facile sperare che un accordo simile a quello siglato tra Google e la Federal Trade Commission potrà esserci anche in Europa.

 

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