Garanti d'Europa contro Google per violazione privacy

 

Il Garante privacy italiano ha avviato un'istruttoria nei confronti di Google Inc

Scritto da Simone Ziggiotto il 02/04/13 | Pubblicata in Google | Archivio 2013

 

Il Garante privacy italiano ha avviato un'istruttoria nei confronti di Google Inc. per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali. Sono troppo i dati "incrociati" che Google raccoglie dagli utenti attraverso suoi servizi come Gmail, YouTube e Google Maps. L'azione contro Big G viene condotta dall'Italia congiuntamente ad altre 5 autorithy europee - Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna.

Il Garante italiano, assieme con gli altri paesi dell'UE interessati a tutelare la privacy degli utenti, vuole tutelare in particolar modo i principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati così come gli obblighi sull'informativa agli utenti e sull'acquisizione del consenso.

Secondo la nota del Garante privacy, "l'azione è stata assunta nell'ambito di un'azione congiunta intrapresa dalla task force, appositamente costituita, composta dalle Autorità per la protezione dei dati di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna."

Google

Perchè si è arrivati a questo - Tra il marzo e l'ottobre dello scorso anno, il Gruppo che riunisce le Autorità della privacy dei 27 Paesi dell'Unione Europea ha condotto attente analisi circa la tutela della privacy da parte di Google degli utenti che navigano nel web, al fine di poter stabilire se la privacy policy del colosso della ricerca fosse in linea con i requisiti delineati nella Direttiva europea sulla protezione dei dati (la Direttiva 95/46/CE). E' emerso che le regole sulla privacy che Google ha adottato, oltre a non rispettare le direttive UE, consentono, inoltre, alla società californiana di incrociare i dati degli utenti che utilizzano i servizi offerti (come Gmail, YouTube e Google Maps, solo per citare i più usati).

Alla luce dei risultati emersi dall'indagine, i Garanti europei hanno chiesto a Google Inc. di adottare, entro 4 mesi, delle modifiche alla propria privacy policy che potessero assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti dettate dall'Ue. Scaduto il periodo dei quattro mesi, alcuni rappresentanti di Google Inc. hanno chiesto un incontro con la task force che si è tenuto il 19 marzo scorso, a seguito del quale Big G, sebbene avesse manifestato la propria disponibilità, non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa.

A questo punto, ciascuna delle sei Autorità coinvolte condurrà nuovi e più approfonditi accertamenti con il formale avvio di procedimenti distinti, anche se simultanei ed in stretto coordinamento tra loro. In altre parole, Google sarà citata in giudizio allo stesso modo, e allo stesso tempo, da sei Garanti dell'Ue, in tutti i casi per lo stesso motivo: la non tutela della privacy degli utenti.

 

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