Google Glass, il Garante della Privacy esprime tutta la sua preoccupazione

 

I Google Glass, quando entreranno in commercio, avranno il potenziale per annientare la privacy delle persone

Scritto da Maurizio Giaretta il 19/06/13 | Pubblicata in Google | Archivio 2013

 

I Google Glass, quando entreranno in commercio, avranno il potenziale per annientare la privacy delle persone. Pertanto l'Autorità Garante italiana (e non solo) ha chiesto al colosso dei motori di ricerca quali siano i provvedimenti che intende adottare per risolvere il problema.

Gli occhiali intelligenti sono degli oggetti che danno il meglio quando vengono usati per attività che richiedono l'uso di entrambe le mani, per esempio così come danno ottimi risultati le action cam quando si pratica uno sport. Tuttavia non si limitano solamente a registrare video e a scattare foto, in quanto, grazie alle potenzialità analoghe a quelle degli smartphone (includono anche microfono, sensore GPS e collegamento a internet), li possono condividere istantaneamente sui social network.

Non si riesce a capire quando registrano

Essendo inoltre un oggetto alla moda, possono essere indossati da chiunque e in qualsiasi momento (o anche da chi ha problemi di vista). Pertanto in una metropoli, tanto per fare un esempio, ci si troverebbe in un ambiente con migliaia di videocamere pronte a registrare in ogni momento quello che succede. Un'altra questione sta nel fatto che non si riesca a capire quando gli occhiali sono in fase di registrazione o meno.

Dopo il recente scandalo del PRISM, in seguito al quale si è scoperto che enti governativi USA controllano a piacimento tutti i dati degli utenti (contatti, foto, email, etc) andandoli a pescare dai nove siti più importanti del globo (tra i quali Google, Apple, Facebook, eccetera), nessuno sarebbe più al sicuro.

L'unico modo per farsi gli affari propri sarebbe quello di rimanere asserragliati in casa, tenendosi inoltre rigorosamente a distanza dalle finestre aperte. Infatti basterebbe un'immagine casualmente registrata da un passante per farci scoprire. I software di riconoscimento facciale farebbero il resto del lavoro.

I governi dei vari paesi, così come altri enti a essi associati, non dovrebbero nemmeno fare fatica per studiare un programma di difesa, in quanto sarebbero le persone stesse che, spendendo addirittura soldi di tasca loro, fornirebbero un servizio di videosorveglianza 24 ore su 24.

Questo scenario, per quanto fantasioso possa essere (siamo sicuri che lo sia così tanto?), sarebbe degno dei migliori film di spionaggio.

La richiesta è che i Google Glass rispettino la privacy dei cittadini

Probabilmente in tono diverso dal nostro, ma anche il Garante della privacy italiano e i membri del Global Privacy Enforcement Network si sono fatti queste domande e hanno inviato ufficialmente una richiesta di informazioni a Google, per sapere che cosa si intenda fare per risolvere questo problema. La richiesta è che i Google Glass rispettino la privacy dei cittadini.

"Le Autorità per la privacy, tra le quali il Garante italiano, hanno espresso preoccupazione riguardo all'impatto privacy che può derivare dall'uso dei Google Glass e forti timori sul possibile futuro uso di sistemi di riconoscimento facciale".

Alcune domande che il Garante si pone sono "Quali informazioni raccoglie Google? Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come si pensa di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono riprese e registrate tramite i Glass?".

E' stato richiesto pertanto un confronto con Larry Page.

Aspettiamo di sapere come risponderà il presidente di Google. La lettera integrale può essere letta in questa pagina.

 

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