Google: editori europei dicono NO alle proposte di Big G

 

Gli editori europei di giornali e annesse associazioni di categoria hanno stilato un documento comune con cui chiedono alla Commissione Europea di non considerare le proposte di Google per risolvere il problema degli abusi di posizione dominante nel mercato della ricerca sul web

Scritto da Simone Ziggiotto il 26/06/13 | Pubblicata in Google | Archivio 2013

 

Gli editori europei di giornali e annesse associazioni di categoria hanno stilato un documento comune con cui chiedono alla Commissione Europea di non considerare le proposte di Google per risolvere il problema degli abusi di posizione dominante nel mercato della ricerca sul web.

Il 25 aprile 2013 Google ha proposto una serie di misure da adottare dopo che il colosso della ricerca sul web era stato accusato di abusare della propria posizione nel mercato della ricerca sul web. La Commissione europea ha sottoposto ai soggetti interessati tali misure, ma pare che non vadano bene.  Infatti, visti i limiti e le criticità degli impegni proposti da Google, è stato chiesto l’immediato rigetto delle proposte, ribadendo l'urgenza dell'adottare uno "Statement of Objections" che stia dalla parte sia degli interessi di Google che degli editori stessi.

Google

Le associazioni tedesche degli editori di quotidiani (BDZV) e di periodici (VOZ) hanno inviato al Vice Presidente della Commissione europea e Commissario UE per la Concorrenza, Joaquin Almunia, un documento nel quale si evidenzia ciò che gli editori europei pensano delle proposte presentate da Google ad aprile, con lo scopo di fermare l'abuso di posizione dominante aperta in sede europea.

"Apprezzo lo spirito di collaborazione tra gli editori europei e fiducia nel sollecito intervento delle istituzioni europee" ha detto Giulio Anselmi, Presidente della FIEG, commentando il documento degli editori. "Se Google non presenterà il prima possibile delle proposte che migliorino le precedenti, gli editori europei chiedono che la Commissione utilizzi tutti i poteri legali, compreso un immediato Statement of Objections che preveda rimedi efficaci.". Gli editori, prosegue Anselmi, chiedono "una ricerca equa e non discriminatoria realizzata con criteri imparziali nei confronti di tutti i siti web".

Per la commissione europea, le azioni di Google provocano "un danno potenziale per i consumatori in termini di riduzione della scelta, della qualità e della innovazione". Per la Commissione, è fondamentale intervenire nel più breve tempo possibile per evitare che la posizione dominante di Google nel mercato europeo della ricerca web non neghi la possibilità di entrata di altri concorrenti.

Secondo Luis Enriquez, Presidente dell’Associazione spagnola degli editori di quotidiani (AEDE), le soluzioni proposte da Google "non risolvono i problemi generali e i danni fondamentali che la condotta di Google provoca nel mercato della Ricerca (...) le soluzioni proposte impongono a Google restrizioni di poco conto che andrebbero a modificare di poco la sua attuale strategia, non avendo nella pratica alcun effetto sulla struttura del mercato.".

Cosa Google aveva proposto

Per rispondere alle preoccupazioni della CE Google lo scorso 25 aprile aveva proposto una serie di misure che avrebbe adottato nei prossimi 5 anni nello European Economic Area (EEA) o, noto come anche, Spazio economico europeo (SEE).

Tra le proposte, c'era quella riguardante l'etichettare i link promossi ai propri servizi per differenziarli dai risultati di ricerca web naturali; l'impegno a visualizzare i servizi dei concorrenti in prossimità dei propri servizi in modo che siano ben visibili; e la possibilità a tutti i siti web di scegliere se il loro contenuto poteva essere utilizzato in uno qualsiasi dei servizi di ricerca di Google.

Tali proposte sono state rigettate. Non rimane che vedere cosa farà ora Google.
 

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