Google paga 1 milione di euro di multa per Street View

 

Google ha pagato la sanzione di 1 milione di euro a seguito della decisione del Garante privacy per aver violato alcune norme legate alla privacy degli utenti attraverso il suo servizio Street View

Scritto da Simone Ziggiotto il 04/04/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Google paga 1 milione di euro di multa per Street View

Google ha pagato la sanzione di 1 milione di euro a seguito della decisione del Garante privacy per aver violato alcune norme legate alla privacy degli utenti attraverso il suo servizio Street View.

A rendere nota la cosa è il comunicato pubblicato sul sito istituzionale del Garante per la protezione dei dati personali, in cui si specifica che Google ha pagato un milione di euro come multa per i fatti contestati nel 2010, quando le auto 'Google Car' usate da Google per 'mappare' le strade dei paesi hanno percorso le strade italiane senza essere riconoscibili e, di conseguenza, non permettendo alle persone presenti nei luoghi percorsi dalle auto di avere la facoltà di decidere se poter comparire o meno nelle immagini raccolte.

In molti si erano lamentati di questo, soprattutto dopo che diverse persone si sono viste online tra le pagine di Google Maps con attiva la modalità di visualizzazione Street View, il servizio gratuito della società di Mountain View che consente di esplorare luoghi di tutto il mondo con immagini a livello stradale panoramiche a 360 gradi.

Secondo quanto affermato dal Garante Privacy nel, Google "ha effettuato illecitamente il trattamento di dati personali degli interessati in quanto ha reso loro una informativa che risulta non idonea".

Il Garante aveva quindi chiesto a Google di rispettare alcune nuove regole, chiedendo esplicitamente di rendere riconoscibili alle persone le Google Car, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, così come di pubblicare sul proprio sito Web, tre giorni prima dell’inizio delle riprese, l'elenco delle strade che da li a pochi giorni vengono percorse dalle Google Car. Una simile avvertenza deve essere pubblicata da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e "diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata".

Queste misure sono state tempestivamente adottate da Google, ma la sanzione è stata comunque fatta al colosso della ricerca sul web per aver salvato i dati personali di moltissime persone senza la loro autorizzazione attraverso la pratica del 'wardriving', l'attività che consiste nell'intercettare reti Wi-Fi, in automobile, in bicicletta o a piedi, con un laptop, solitamente abbinato ad un ricevitore GPS, per individuare l'esatta posizione della rete trovata ed eventualmente pubblicarne le coordinate geografiche su un apposito sito web. Le informazioni raccolte attraverso le reti WiFi libere incontrate dalle automobili lungo i loro viaggi sono state raccolte da Google, e poi conservate in un database gestito dall’azienda di Mountain View.

Google ha quindi pagato quello che doveva pagare, anche se la cifra di un milione di euro non va a gravare molto sul bilancio della società, come lo stesso Garante specifica a conclusione del comunicato: "Proprio tenendo conto di trovarsi di fronte a una società che, nell’anno 2012, ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari, il Garante ha deciso di avvalersi della norma del Codice privacy che mira a rendere effettive le sanzioni quando sono dirette a soggetti di notevoli dimensioni economiche."

Ecco al completo la nota del Garante pubblicata oggi, 3 Aprile 2014:

Google ha pagato una sanzione di 1 milione di euro applicata dal Garante privacy per il servizio Street View. I fatti contestati risalgono al 2010 quando le auto del colosso di Mountain View percorrevano le strade italiane senza essere perfettamente riconoscibili e non consentendo, in tal modo, alle persone presenti nei luoghi percorsi dalle "Google Cars" di decidere se sottrarsi o meno alla "cattura" delle immagini. Numerose erano state le segnalazioni all'Autorità da parte di persone che non desideravano comparire nelle foto pubblicate on line (che, peraltro, permangono in rete per un tempo considerevole e possono essere ingrandite).

Il Garante aveva prescritto alla società di Mountain View di rendere le "Google cars" facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima dell'inizio delle riprese, le località visitate dalle vetture di Street View, stabilendo che per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui circolano le vetture. Analogo avviso deve essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un'emittente radiofonica locale per ogni regione visitata. Le misure sono state tempestivamente adottate da Google.

A conclusione dell'intero procedimento sanzionatorio il Garante ha ritenuto di applicare, anche in relazione al fatto che i dati raccolti illecitamente erano destinati a confluire all'interno di una grande banca dati di particolare rilevanza, quale è sicuramente quella gestita da Google nell'ambito del servizio Street View, la sanzione nella cifra complessiva di un milione di euro, pagata qualche settimana fa da Google.

Proprio tenendo conto di trovarsi di fronte a una società che, nell'anno 2012, ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari, il Garante ha deciso di avvalersi della norma del Codice privacy che mira a rendere effettive le sanzioni quando sono dirette a soggetti di notevoli dimensioni economiche.

 

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