Google, diritto Oblio: 40mila richieste di rimozione link in 4 giorni

 

Sono oltre 40 mila le richieste pervenute a Google da chi vuole rivendicare il diritto all'oblio, dopo che la Corte di Giustizia europea ha stabilito la possibilita' di chiedere la rimozione dei risultati di ricerca su dati personali che siano "inadeguati, irrilevanti o non piu' attuali"

Scritto da Simone Ziggiotto il 06/06/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Google, diritto Oblio: 40mila richieste di rimozione link in 4 giorni

Sono oltre 40 mila le richieste pervenute a Google da chi vuole rivendicare il diritto all'oblio, dopo che la Corte di Giustizia europea ha stabilito la possibilita' di chiedere la rimozione dei risultati di ricerca su dati personali che siano "inadeguati, irrilevanti o non piu' attuali".

In soli quattro giorni, Google ha ricevuto 40mila domande da parte di cittadini europei. Le richieste sono pervenute maggiormente da paesi quali Germania e Gran Bretagna, in cui moltissimi utenti chiedono la rimozione di loro informazioni personali dal motore di ricerca.

Secondo quanto riferisce il Financial Times, le richieste sono cominciate ad arrivare venerdi' scorso, appena Google ha reso disponibile on-line il modulo attraverso cui richiedere la rimozione dei contenuti.

Il web-form e' gia' on-line in questa pagina e chi è interessato alla cancellazione di qualche dato della propria persona deve dimostrare la sua identità. Per completare il modulo, è infatti necessario avere una copia di un documento d'identità valido corredato di foto.

Google intende valutare "ogni singola richiesta" cercando di "bilanciare i diritti sulla privacy della persona con il diritto di tutti di conoscere e distribuire le informazioni". Google recisa quindi che tutte le richieste saranno prese in considerazione, ma non tutte potranno essere accettate. "Durante la valutazione della richiesta stabiliremo se i risultati includono informazioni obsolete sull'utente e se le informazioni sono di interesse pubblico, ad esempio se riguardano frodi finanziarie, negligenza professionale, condanne penali o la condotta pubblica di funzionari statali", sottolinea Google.

La sentenza della Corte di giustizia europea è a sostegno il 'diritto all'oblio' sul web, ed è giunta dopo che cittadino spagnolo è ricorso al tribunale dopo essersi vista negata la richiesta fatta a Google di togliere dai risultati delle ricerche del suo motore di ricerca i collegamenti a contenuti che facevano riferimento alla sua persona. Il nome della persona interessata fu pubblicato da un quotidiano nel 1998 e indicato come proprietario di un immobile che doveva essere venduto all'asta per debiti. Successivamente, nei risultati delle ricerche su Google il motore di ricerca continuava a mostrare link a pagine che trattavano l'argomento e associavano il nome dell'uomo a questo fatto. Dal 2009 l'uomo ha iniziato a chiedere la rimozione dei link, perchè il procedimento si era concluso ormai da anni e le notizie sul suo conto erano obsolete. L'uomo ha chiesto quindi aiuto all'agenzia di protezione dati spagnola, chiedendo che Google cancellasse i link che potevano apparire su siti terzi. Google si è poi appellata e il tribunale spagnolo si è rivolto alla Corte di giustizia dell'Ue.

 

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