Youtube Music Pass: musica in streaming a pagamento entro l'anno

 

YouTube ha confermato che entro la fine dell'anno lancerà il suo servizio di musica streaming a pagamento

Scritto da Simone Ziggiotto il 20/06/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Youtube Music Pass: musica in streaming a pagamento entro l'anno

YouTube ha confermato che entro la fine dell'anno lancerà il suo servizio di musica streaming a pagamento. A rischio però video e musica di molte etichette indipendenti perchè verranno rimossi dal portale.

Si parla da tanto, forse troppo, tempo del fatto che YouTube sta per lanciare un servizio di musica a pagamento in streaming in concorrenza ad altri servizi di streaming musicale come Spotify e Deezer, e forse siamo vicini ad una svolta.

E' giunta la conferma da un portavoce del sito di video-sharing, Robert Kyncl, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al Financial Times in cui dice che il servizio in questione verrà lanciato nei prossimi giorni in forma di test interno e, quando sarà pronto, verrà aperto al pubblico, con previsione di aprire a tutti gli utenti entro la fine dell’anno.

Proprio come servizi come Play Music, Spotify, Pandora, Beats Music, Deezer, Rdio e similari, anche il servizio di streaming musicale di Youtube non avrà pubblicità e sarà possibile ascoltare i brani anche in modalità offline. Naturalmente il tutto dietro pagamento di un abbonamento che dovrebbe costare i canonici 10 euro al mese.

Youtube Music Pass, come viene soprannominato il servizio, sarà dunque in diretta competizione con altri servizi popolari dello streaming musicale come Spotify e andrebbe ad affiancarsi a Vevo e alla versione gratuita di YouTube. In questi ultimi casi, tuttavia, gli utenti prima di guardare un video devono spesse volte guardare un pre-video (chiamato pre-roll) di pubblicità: questi video, nella versione premium di Youtube, spariranno.

Veniamo ora alle cattive notizie, perchè il colosso del video-sharing ha difficoltà nello stringere accordi con le etichette musicali e artisti come Adele o Arctic Monkeys rischiano di essere oscurati su Youtube, perchè gli accordi stretti da Google per il servizio sarebbero solo conclusi con le etichette discografiche principali, e non con quelle indipendenti.

Robert Kyncl, uno dei piani alti di YouTube, ha spiegato al FT che, a causa del rifiuto degli accordi da parte delle etichette indipendenti, la piattaforma di video-sharing sarà costretta a bloccarne i relativi video, di modo che tutti i contenuti debbano sottostare ai nuovi termini contrattuali.

Youtube: presto musica streaming, no da etichette indipendenti

YouTube è pronto per lanciare il servizio di musica streaming ma per gli accordi non presi con molte etichette indipendenti i video di artisti popolari come Adele o Arctic Monkeys potrebbero essere rimossi.

Si parla da tanto tempo del fatto che YouTube sta lavorando per lanciare un servizio di musica a pagamento in streaming in concorrenza ad altri servizi di streaming musicale come Spotify e Deezer, e forse siamo vicini ad una svolta.
 
Il lancio del servizio di streaming di musica di YouTube sta ritardano probabilmente perchè il colosso del video-sharing ha difficoltà nello stringere accordi con le etichette musicali. A tal proposito, è di oggi la notizia dal Financial Times che artisti come Adele o Arctic Monkeys rischiano di essere oscurati su Youtube, perchè gli accordi stretti da Google per il servizio sarebbero solo conclusi con le etichette discografiche principali, e non con quelle indipendenti.
 
Robert Kyncl, uno dei piani alti di YouTube, ha spiegato al FT che, a causa del rifiuto degli accordi da parte delle etichette indipendenti, la piattaforma di video-sharing sarà costretta a bloccarne i relativi video, di modo che tutti i contenuti debbano sottostare ai nuovi termini contrattuali.
 
Quali sono quindi queste etichette 'big' con cui Youtube ha già un accordo? Kyncl ha fatto sapere che al momento hanno firmato le etichette musicali che rappresentano il 95 per cento dell'industria musicale (probabile quindi Universal Music, Warner, Sony). Le altre, quelle che rischiano di vedersi bloccati i video caricati sul portale, si stanno però organizzando per chiedere alle autorità di esaminare un'eventuale abuso di posizione dominante da parte di Google, secondo quanto riportato dal Financial Times.
 
 
 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?