Diritto oblio: 70 mila richieste da Europa, Italia 6mila richieste di cancellazione da Google

 

70mila le richieste stimate di rimozione di link arrivate a Google da tutta Europa tra il 29 maggio e il 30 giugno, dopo la sentenza della Corte Ue che riconosce il diritto all'oblio in rete degli utenti

Scritto da Simone Ziggiotto il 13/07/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Diritto oblio: 70 mila richieste da Europa, Italia 6mila richieste di cancellazione da Google

70mila le richieste stimate di rimozione di link arrivate a Google da tutta Europa tra il 29 maggio e il 30 giugno, dopo la sentenza della Corte Ue che riconosce il diritto all'oblio in rete degli utenti. Di queste, circa 6mila provengono dall'Italia.

Dopo aver raccolto oltre 40 mila richieste in soli quattro giorni da chi vuole rivendicare il diritto all'oblio, Google secondo le stime avrebbe ricevuto 70mila dopo un mese, di cui 6 mila dall'Italia. Il maggior maggior numero di richieste di rimozione di link arriva da 5 Paesi: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia.

Le richieste seguono la sentenza della Corte di giustizia europea a sostegno del 'diritto all'oblio' sul web, ed è giunta dopo che cittadino spagnolo è ricorso al tribunale dopo essersi vista negata la richiesta fatta a Google di togliere dai risultati delle ricerche del suo motore di ricerca i collegamenti a contenuti che facevano riferimento alla sua persona [qui approfondimento sul caso].

Il web-form e' on-line in questa pagina e chi è interessato alla cancellazione di qualche dato della propria persona deve dimostrare la sua identità. Per completare il modulo, è infatti necessario avere una copia di un documento d'identità valido corredato di foto. Google valuta "ogni singola richiesta" percercando di "bilanciare i diritti sulla privacy della persona con il diritto di tutti di conoscere e distribuire le informazioni". Google recisa che tutte le richieste saranno prese in considerazione, ma non tutte potranno essere accettate. "Durante la valutazione della richiesta stabiliremo se i risultati includono informazioni obsolete sull'utente e se le informazioni sono di interesse pubblico, ad esempio se riguardano frodi finanziarie, negligenza professionale, condanne penali o la condotta pubblica di funzionari statali", sottolinea Google.

Nel frattempo, Robert Peston, giornalista della Bbc, ha criticato il motore di ricerca Google per aver deciso di eliminare dal suo archivio - dopo avviso un articolo dell'editorialista risalente all'ottobre 2007 in cui criticava il banchiere di Wall Street Stanley O'Neal. Peston ha dichiarato che così si ''uccide'' il giornalismo. Non è ancora chiaro chi abbia chiesto la rimozione del link da Google.

Da chi arrivano le richieste

I dati sono stati indicati da David Drummond di Google che attraverso il giornale The Guardian, ha dichiarato che le richieste di rimozione in Europa toccano quota 70.000 per una richiesta di rimozione di circa 250.000 pagine web.

La maggior parte delle richieste riguardano la richiesta di cancellazione di contestazioni contro politici o aziende, condannati che richiedono la rimozione di articoli che li riguardano, recensioni negative su ristoranti e professionisti.

Un problema che potrebbe compromettere la libertà di informazione, in violazione alla carta dei Diritti Umani sancita dalle Nazioni Unite.

Il problema è tutt'altro che semplice da gestire: bisognerà trovare un perfetto equilibrio tra diritto ad essere dimenticati e libertà di informazione.

 

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