Il Garante detta nuove regole per tutelare gli utenti di Google

 

Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in Italia saranno più tutelati

Scritto da Simone Ziggiotto il 23/07/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Il Garante detta nuove regole per tutelare gli utenti di Google

Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in Italia saranno più tutelati. Il Garante privacy italiano ha stabilito che Google non potrà utilizzare i dati degli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca a fini di profilazione se non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali.

Si conclude così, con un provvedimento prescrittivo, l'istruttoria avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti apportati dalla società alla propria privacy policy.

La società ha infatti unificato in un unico documento le diverse regole di gestione dei dati relative alle numerosissime funzionalità offerte - dalla posta elettronica (Gmail), al social network (GooglePlus), alla gestione dei pagamenti on line (Google Wallet), alla diffusione di filmati (YouTube), alle mappe on line (Street View), all'analisi statistica (Google Analytics) - procedendo pertanto all'integrazione e interoperabilità anche dei diversi prodotti e dunque all'incrocio dei dati degli utenti relativi all'utilizzo di più servizi.

Nel corso dell'istruttoria, Google ha adottato una serie di misure per rendere la propria privacy policy più conforme alle norme. Il Garante ha tuttavia rilevato ancora la presenza di diversi punti critici relativi alla inadeguata informativa agli utenti, alla mancata richiesta di consenso per finalità di profilazione, agli incerti tempi di conservazione dei dati e ha dettato una serie di regole, che si applicano all'insieme dei servizi offerti.

L'Autorità chiede a Google di spiegare chiaramente, nell'informativa generale, che i dati personali degli utenti sono monitorati e utilizzati, tra l'altro, a fini di profilazione per pubblicità mirata e che essi vengono raccolti anche con tecniche più sofisticate che non i semplici cookie.

Per utilizzare a fini di profilazione e pubblicità comportamentale personalizzata i dati degli interessati Google dovrà acquisire il previo consenso degli utenti e non potrà più limitarsi a considerare il semplice utilizzo del servizio come accettazione incondizionata di regole come avvenuto fino ad oggi.

Google dovrà altresì definire tempi certi di conservazione dei dati sulla base delle norme del Codice privacy, sia per quanto riguarda quelli mantenuti sui sistemi cosiddetti "attivi", sia successivamente archiviati su sistemi di "back up". Per quanto riguarda la cancellazione di dati personali, il Garante impone a Google che richieste provenienti dagli utenti che dispongono di un account siano soddisfatte al massimo entro due mesi se i dati sono conservati sui sistemi "attivi" ed entro sei mesi se i dati sono archiviati sui sistemi di back up. Per quanto riguarda le richieste di cancellazione che interessano l'utilizzo del motore di ricerca, il Garante attende gli sviluppi applicativi della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea sul diritto all'oblio.

Google avrà 18 mesi per adeguarsi alle prescrizioni del Garante. Nel frattempo, l'Autorità monitorerà l'implementazione delle misure prescritte. Google dovrà sottoporre al Garante, entro il 30 settembre 2014, un protocollo di verifica, che una volta sottoscritto diverrà vincolante.
 

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