Google risarcira' i genitori per App acquistate dai bimbi senza consenso

 

Stop ai bambini che comprano applicazioni ed effettuano acquisti in-app all'insaputa dei genitori: negli Stati Uniti Google dovrà risarcire i genitori per una somma totale di 19 milioni di dollari

Scritto da Simone Ziggiotto il 08/09/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Google risarcira' i genitori per App acquistate dai bimbi senza consenso

Stop ai bambini che comprano applicazioni ed effettuano acquisti in-app all'insaputa dei genitori: negli Stati Uniti Google dovrà risarcire i genitori per una somma totale di 19 milioni di dollari.

Alla fine, Google ha deciso di patteggiare con le autorità americane, che hanno accusato il colosso di Mountain View di aver fatturato in modo scorretto ai clienti, ai quali è stato fatto pagare l'acquisto da parte di bambini di applicazioni senza il consenso dei genitori. Sotto accusa, anche quelle applicazioni con gli acquisti 'in-app' che, per esempio, invitano gli utenti a scaricare contenuti aggiuntivi a pagamento anche se l'applicazione è scaricabile gratis.

Spesso, se un bimbo si trova in mano un telefono, apre un'app e viene invogliato a comprare un contenuto aggiuntivo, non si preoccupa che tale contenuto deve essere pagato, perchè tanto il costo viene automaticamente addebitato sulla carta di credito (via Google Wallet) del padre (o di chi è l'account Google collegato).

Stando a quanto riportano i media americani, come deciso dal patteggiamento, Mountain View dovrà restituire almeno 19 milioni di dollari ai clienti 'vittime' dei costi aggiuntivi.

"Con sempre più americani che usano la tecnologia mobile, è importante ricordare alle società che tutelare i consumatori è una cosa da rispettare, incluso il fatto che i consumatori non devono pagare per acquisti che non hanno autorizzato" afferma la Federal Trade Commission.

Nel frattempo, dalla nostra parte dell'Oceano, a Luglio Google ha dichiarato che nel suo Play Store non saranno più catalogati tra i giochi gratuiti quelli con gli acquisti in-app. La richiesta era giunta dalla Commissione Europea, che chiede: agli sviluppatori di applicazioni di creare giochi che non invitino i bambini a fare acquisti in-app, a Google di informare meglio su come le transazioni vengono elaborate, e fornire una specifica email del servizio clienti dove possono essere fatte domande o reclami.

Ricordiamo che da qualche settimana Big G ha impostato come impostazione predefinita che per ogni acquisto in-app bisogna inserire una password, il che significa che se si vuole evitare di mettere la password per ogni acquisto è l'utente stesso che deve disattivare l'opzione. In questo modo, i bambini, se non conoscono la password, non possono fare acquisti in-app.

 

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