Google risponde No alla Germania: l'algoritmo rimane segreto

 

Google ha il 95 per cento di quota di mercato dei motori di ricerca, e il ministro tedesco Heiko Mass dice che non c'è più tempo: Serve una soluzione per risolvere il problema del monopolio di Big G

Scritto da Simone Ziggiotto il 18/09/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Google risponde No alla Germania: l'algoritmo rimane segreto

Google ha il 95 per cento di quota di mercato dei motori di ricerca, e il ministro tedesco Heiko Mass dice che non c'è più tempo: Serve una soluzione per risolvere il problema del monopolio di Big G.

Il Financial Times è tornato ad occuparsi del monopolio che Google ha nel mondo del web, avendo quest'oggi pubblicato l'intervista fatta al ministro di Giustizia tedesco Heiko Mass, il quale ha chiesto a Google di rendere pubblico l’algoritmo utilizzato per il motore di ricerca. Richiesta che sicuramente Google non prenderà in considerazione, dato che rivelare l'algoritmo utilizzato andrebbe ad avvantaggiare la concorrenza e metterebbe a rischio il solido monopolio che Big G si è costruita col tempo nel mercato del web.

La richiesta del ministro tedesco è solo l'ennesimo tentativo dall'Europa di frenare il gigante della ricerca Google, specie dopo che nelle settimane scorse Joaquín Almunia avrebbe rifiutato per la terza volta la proposta di accordo avanzata dall'azienda di Mountain View in seguito le accuse di sospetto di abuso di posizione dominante sul mercato della ricerca online. La Germania, così come gli altri paesi europei, chiede più trasparenza da parte di Big G, che 'stranamente' continua a preferire alcuni link piuttosto che altri nei risultati delle ricerche in Google.

“Quando un motore di ricerca ha un impatto di tale portata sullo sviluppo economico, questo diventa sicuramente un argomento che dobbiamo trattare“, dice il ministro nell'intervista. "Non temiamo Google, ma come Stato abbiamo delle responsabilità, e Google ha il 95 per cento di quota di mercato dei motori di ricerca, e con questa ha la possibilità di promuovere i propri interessi. Non si può accettare questo. Serve una soluzione per risolvere il problema".

La Germania, dopo il caso Dategate con le rivelazioni di Snowden sulle operazioni di spionaggio condotte dalla Nsa, promuove il pensiero che è necessario introdurre uno standard unico di protezione dei dati nell'Unione europea. Se pensiamo che persino la cancelliera Angela Merkel è stata intercettata dagli Stati uniti, è logico pensare che tra Germania e Stati Uniti non scorra buon sangue, e Google ha un ruolo importante in tutto questo, visto che gestisce la maggior parte delle ricerche che gli utenti tedeschi effettuano online. In passato, ci sono stati diversi scontri tra Germania e Google, come le violazioni dei dati degli utenti di servizi come Google Stree View e Analytics, oltre alla regola di Google Books che permette al colosso di “ignorare le leggi tedesche che proteggono gli autori e gli editori” sulla pubblicazione dei testi.

Tutti sembrano essere quindi a conoscenza che Google ha un monopolio troppo grande, ma ancora nessuno si decide a prendere dei seri provvedimenti al riguardo.

 

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