Andy Rubin, fondatore di Android, dice addio a Google

 

Andy Rubin, colui che ha dato il via al sistema operativo Android, dopo averne lasciato la direzione sta per dire addio in toto a Google

Scritto da Maurizio Giaretta il 31/10/14 | Pubblicata in Google | Archivio 2014

 

Andy Rubin, fondatore di Android, dice addio a Google

Andy Rubin, colui che ha dato il via al sistema operativo Android, dopo averne lasciato la direzione sta per dire addio in toto a Google. La sua idea è comunque quella di rimanere nel campo dell'alta tecnologia.

Ancora nel 2005, la Grande G comprò Android, un software destinato alle fotocamere digitali, per trasformarlo in una piattaforma in grado di funzionare su un più ampio spettro di dispositivi mobili. Nel 2008, il software esordì su Htc G1 (nella foto sotto). L'innovazione principale non proveniva dal fatto di avere uno smartphone con un nuovo sistema operativo, ma dal fatto che il sistema operativo stesso fosse basato su un concetto semplice e aperto: l'open source.

Htc G1

Ora potrà sembrare banale, ma allora l'ecosistema software era dominato da realtà come iPhone OS (non si chiamava ancora iOS) e da Windows Mobile 6.5, due piattaforme ermeticamente 'chiuse'. Poi c'era Symbian. Lanciarne una aperta, che potesse essere modellata a piacimento degli sviluppatori senza che costoro dovessero diventare hacker per farlo, sembrava un buon intento. Ma se facciamo un balzo in avanti di qualche anno, scopriamo che non è stata solo una buona idea: si è trattato di un successo planetario.

Andy Rubin è stato colui che ha dato i natali ad Android e che quindi ha dato il via alla rivoluzione tecnologica 'mobile'. Ora 8 smartphone e tablet su 10 a livello globale sono basati su di esso.

E pensare che Android non era stato concepito come un ecosistema esteso come lo è adesso. Inizialmente doveva servire solo per le fotocamere. Rubin, che tuttavia aveva l'occhio lungo, capì che le fotocamere digitali sarebbero state soppiantate dagli smartphone. E così si decise a cambiare rotta. "Decidemmo che quello delle fotocamere digitali non era un mercato abbastanza grande", ha detto in una conferenza stampa di un anno e mezzo fa.

DOPO ANDROID, ANDY RUBIN SALUTA ANCHE GOOGLE

A seguito dell'acquisizione di Google, il progetto Android è stato costantemente revisionato ed è cresciuto, sempre sotto la sua direzione. La prima svolta arriva attorno a Marzo 2013: il grande capo decide di rassegnare le dimissioni (il suo posto è stato perso da Sundar Pichai, che ora sta diventando un plenipotenziario in Google), rimanendo a lavorare su altri progetti sempre per la società che lo ha portato al successo.

Oggi arriva un nuovo importante cambio di direzione: il papà di Android, dopo aver lasciato il figlio prediletto, ha intenzione di dire addio anche a Google. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, le sue intenzioni sono quelle di formare un collante tra startup interessate alla produzione e allo sviluppo principalmente di componenti hardware.

L'incarico di Rubin nella società di Mountain View, che nell'ultimo anno si è focalizzato sullo sviluppo della robotica, sarà preso da James Kuffner. Le intenzioni infatti sono quelle di continuare a investire in questo settore strategico, almeno per il futuro immediato.

Larry Page ha speso delle parole per mostrare il riconoscimento nei confronti di Andy e per manifestargli gli auguri per il suo prossimo progetto. "Con Android è stato fatto un qualcosa di veramente notevole", ha aggiunto. Dal canto suo, l'uscente Rubin è altrettanto grato a Page: in un'email scritta al WSJ ha fatto sapere di essere stato trattato nella sua ultima avventura con i guanti di velluto.

Andy Rubin lascia Google per tornare ad avviare start-up di successo

Andy Rubin lascia Google e i suoi progetti ambiziosi nel campo della robotica per tornare ad un'altra delle sue passioni: avviare start-up di successo.
I robot hanno un nuovo leader. Andy Rubin, che ha fondato il software mobile di Google, Android, e meno di un anno fa è stato scelto per seguire i progetti speciali della società nel campo della robotica, lascia Google.  "Voglio augurare a Andy tutto il meglio con quello che verrà per lui," ha detto l'amministratore delegato di Google Larry Page in un comunicato. "Con Android ha creato qualcosa di veramente straordinario - con un miliardo di utenti felici. Grazie."
 
La partenza di Andy Rubin è potenzialmente un duro colpo per le ambizioni della società nel campo della robotica, in cui Google ha fatto grandi investimenti, tra cui l'acquisizione di più di otto aziende, tra cui Boston Dynamics e Atlas. Page ha fatto in Google grandi scommesse in aree indipendenti dai business della ricerca e della pubblicità, principali fonti di guadagno della società.
 
James Kuffner, un altro membro del gruppo che si occupa della ricerca nel campo della robotica, sarà il nuovo capo della divisione, secondo il Wall Street Journal, che per primo ha riportato la notizia. Rubin lascia Google per avviare altre startup per costruire nuovi hardware di tecnologia, secondo il Journal.
 
Nel 2010, il ricercatore di Google Kuffner si è avvicinato alla società con l'idea di mettere insieme la robotica e la tecnologia cloud, sviluppando robot che grazie a Internet possano "espandere la loro potenza di elaborazione e la base di conoscenze". Nel frattempo, Rubin ha fatto carriera costruendo società da zero e affrontando progetti ambiziosi, spesso incentrati sulla robotica o sul mobile computing. Ha iniziato a lavorare in Google nel 2005, quando Page e la società hanno acquistato la sua startup che ha realizzato il sistema operativo Android. Rubin ha iniziato come ingegnere nella società di ottica Carl Zeiss AG nel 1986, ed ha continuato a lavorare poi in Apple e Microsoft.
Sundar Pichai ha preso il timone del team di Android nel Marzo 2013 dopo che Page ha annunciato che stava andando a lavorare su un altro progetto per l'azienda. Tale progetto si è rivelato essere la robotica.
 
Rubin ha detto al New York Times nel dicembre 2013 che "i computer stanno iniziando a crescere e a muoversi nell'ambiente Ma tali progetti sono ambiziosi", Rubin ha detto al giornale, "ma gli sforzi di Google potrebbero produrre risultati entro pochi anni".
Quando la notizia è stata pubblicata, Rubin ha twittato: "Il futuro è impressionante!".
 

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