Interferenze TV-4G: il disservizio che risolve il problema

 

Da mesi ci lamentiamo del ritardo che sta segnando l'arrivo del 4G nel Bel Paese

Scritto da Maurizio Giaretta il 25/01/13 | Pubblicata in Long Term Evolution | Archivio 2013

 

Da mesi ci lamentiamo del ritardo che sta segnando l'arrivo del 4G nel Bel Paese. Tuttavia, mentre lentamente la rete viene implementata, si delinea un problema: le frequenze che servono per navigare in internet più velocemente possono generare interferenze con il segnale del digitale terrestre. In altre parole, il televisore potrebbe oscurarsi da un giorno all'altro.

In altre parole, mentre si sta guardando una partita di Champion's League sui canali Mediaset o si sta seguendo una puntata di Superquark sulla Rai, il segnale può scomparire all'improvviso, magari mentre El Shaarawy sta per fare il gol al Barcellona o Piero Angela ci sta per spiegare i misteri della mente umana. In compenso, se il televisore non funziona più c'è una soluzione pregna di sarcasmo: si può continuare a guardare la partita o il documentario direttamente dallo smartphone o dal tablet...

La soluzione c'è. Ma è valida solo per chi ha pagato il canone Rai

In caso di disturbo alla frequenza, con il vecchio segnale analogico aumentava il rumore dell'immagine. Ora, con il digitale terrestre, le soluzioni sono due: o si vede o non si vede affatto. Dunque, prima di prendere a calci e pugni il televisore, o di cominciare a inveire contro qualche entità superiore, si sappia che una soluzione c'è. Purtroppo è valida solamente per chi ha pagato il canone Rai.

La Fondazione Ugo Bordoni, sotto la supervisione del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni, dal 1 Gennaio ha lanciato il (dis)servizio "Help Interferenze", che dovrebbe venire in soccorso del "cittadino che riscontra difficoltà nella ricezione dei segnali televisivi" in seguito "all’accensione da parte degli operatori di telefonia mobile delle stazioni radiobase LTE che trasmettono in banda 800 MHz" con lo scopo di garantire "la corretta ricezione dei segnali televisivi".

Siccome il danno non è certo causato dai cittadini, nella pagina principale di "Help Interferenze" viene fatto notare che "il costo del servizio e i relativi interventi tecnici degli antennisti, come stabilito dall’art. 14, comma 2-bis del Decreto Legge n. 179/2012, sono a carico degli operatori titolari delle frequenze in banda 800 MHz". Fino a qui, dunque, tutto bene.

Il problema - perchè c'è sempre un problema - emerge quando si scopre che la messa a punto gratuita "è riservata ai cittadini in regola con il pagamento del Canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione o esenti in base all'art. 1, comma 132 della Legge n. 244/2007". Sono esonerate le persone con almeno 75 anni o coloro che nel 2012, "insieme al coniuge convivente", abbiano avuto un reddito complessivo non superiore a 6.713,98 euro.


ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI IN RIVOLTA

Le associazioni dei consumatori si stanno già muovendo per garantire a tutti l'installazione gratuita dai filtri anti interferenza.

"E' un grave errore e un'iniquità"

L'Adiconsum parla di "un grave errore ed un'iniquità. Il canone RAI, infatti, ha natura tributaria e non ha nulla a che vedere con la fornitura del servizio pubblico essenziale come è la televisione". "Non è possibile mischiare il diritto dei consumatori di accedere ad un servizio pubblico essenziale con il dovere di pagare la tassa di possesso della TV".

I filtri gratuiti solo per chi è in regola con il pagamento del canone Rai "escluderebbero dall'assistenza gratuita non solo tutti coloro i quali, ad esempio, abbiano in corso una controversia o una contestazione con la RAI per il pagamento del canone (magari perché non dovuto o perché già versato), ma anche coloro i quali, ad esempio, abbiano solo di recente cambiato la propria residenza, o abbiano solo di recente acquistato un immobile come prima casa, ed ancora non abbiano avuto comunicazione alcuna per il pagamento del canone RAI".

Per un ulteriore approfondimento consigliamo di consultare i siti helpinterferenze.it e www.adiconsum.it.

 

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