Microsoft e IDC: quanto costa la pirateria

 

Studio IDC commissionato da Microsoft: la pirateria informatica costa 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari per le attivita' di identificazione, riparazione e ripristino; 114 miliardi di dollari per gestire le conseguenze di un attacco informatico

Scritto da Simone Ziggiotto il 12/03/13 | Pubblicata in Microsoft | Archivio 2013

 

Studio IDC commissionato da Microsoft: la pirateria informatica costa 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari per le attivita' di identificazione, riparazione e ripristino; 114 miliardi di dollari per gestire le conseguenze di un attacco informatico. Nel nuovo studio IDC commissionato da Microsoft in occasione di Play It Safe, la campagna internazionale di Redmond sulla sicurezza ha analizzato i costi della pirateria, viene specificato che, solo in Italia, circa la metà dei software è senza licenza, con una perdita per l'industria di 1.398 milioni.

Anche se alcuni utenti di computer possono cercare di installare software piratato nella speranza di risparmiare del denaro, le probabilità di infezione da parte di malware inattesi sono una su tre per i consumatori e tre su dieci per le imprese, secondo lo studio. Come risultato di queste infezioni, la ricerca mostra che i consumatori spendono di media 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari l'identificazione del malware, la riparazione e il recupero dei dati mentre le imprese arrivano a spendere 114 miliardi di dollari per affrontare l'impatto di un malware.

Sicurezza web

Lo studio ha analizzato 270 siti web e network dedicati al peer-to-peer (P2P), 108 download di software e 155 CD o DVD, e ha intervistato 2.077 consumatori e 258 manager IT o Chief Information Officer in Brasile, Cina, Germania, India, Messico, Polonia, Russia, Tailandia, Regno Unito e Stati Uniti. I ricercatori hanno scoperto che il software contraffatto, che non vengono fornito con l'acquisto di un nuovo computer, per il 45 per cento proviene da Internet e che il 78 per cento di questi software scaricati dai siti web di file sharing includevano spyware, di cui il 36 per cento contenevano virus di tipo Trojan e adware. 

"La realtà è che la criminalità informatica si basa sulla manomissione del codice originale di un software e sull’introduzione di malware. Alcuni di questi malware registrano tutte le digitazioni sulla tastiera - permettendo ai criminali informatici di poter rubare informazioni personali e finanziarie di una vittima - o di accedere da remoto su un computer infetto a microfono e videocamera, dando ai criminali informatici occhi e orecchie in consigli di amministrazione e salotti di casa.
Il modo migliore per proteggere voi stessi e la vostra proprietà da queste minacce malware quando si acquista un computer è quello di richiedere software originale.

ha dichiarato David Finn, Associate General Counsel nel Centro criminalità informatica Microsoft.

MicrosoftLo studio di IDC, dal titolo "The Dangerous World of Counterfeit and Pirated Software - Il pericoloso mondo della Contraffazione e Software Piratati" è stato rilasciato oggi come parte della campagna Microsoft "Play It Safe", un'iniziativa globale per portare consapevolezza alle persone delle problematiche legate alla pirateria dei software.

"La nostra ricerca è inequivocabile: si nascondono pericoli per i consumatori e le imprese che si affidano al software contraffatto," ha dichiarato John Gantz, capo ricercatore di IDC. "Alcune persone scelgono software contraffatti per risparmiare denaro, ma questo, nel caso di malware, finisce per aumentare lo sforzo finanziario ed emotivo sia per l'impresa che per gli utenti di computer.".

I seguenti sono alcuni dei punti salienti del sondaggio tra i consumatori:
- Il 64 per cento degli intervistati hanno avuto problemi di sicurezza dovuti al software contraffatto;
- Il 45 per cento dei casi, il software contraffatto ha rallentato i loro PC e il software doveva essere disinstallato;
- Il 48 per cento degli intervistati ha osservato che la loro più grande preoccupazione con l'utilizzo di software contraffatto è stata la perdita di dati;
- Il 29 per cento erano più interessati al furto di identità.

Lo studio di IDC ha inoltre evidenziato il sorprendente numero di installazioni di software contraffatti sui computer aziendali, esponendo un altro metodo per l'introduzione di software non sicuro nell'ecosistema lavoro. Anche se il 38 per cento dei responsabili IT riconoscono che succede, il 57 per cento dei lavoratori ammette di installare da sè il software su personal computer di proprietà del datore di lavoro. Quello che è allarmante è che solo il 30 per cento degli intervistati ha detto che il software che hanno installano sul proprio computer non ha avuto problemi. Il sessanta per cento dei responsabili IT concordano sul fatto che il software installato dall'utente aumenta rischi per la sicurezza di un'organizzazione. 

Microsoft, infine, invita i clienti a visitare http://www.microsoft.com/security per conoscere quali sono i rischi dei malware e come verificare se sul computer in uso sono presenti virus. I clienti che si apprestano ad acquistare un nuovo computer, inoltre, sono incoraggiati ad acquistare da una fonte affidabile il prodotto, per assicurarsi che sul pc è presente il software Microsoft originale.

 

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