Usa: La crisi spinge a Sim dati e Sim Prepagate

 

Se in Italia le sim prepagate sono la maggior parte rispetto al totale delle Sim attive, negli Stati Uniti, patria deglia abbonamenti all inclusive, per la prima volta il numero di utenti senza contratto ha superato quota 100 milioni

Scritto da Redazione il 17/08/12 | Pubblicata in Operatori | Archivio 2012

 
Se in Italia le sim prepagate sono la maggior parte rispetto al totale delle Sim attive, negli Stati Uniti, patria deglia abbonamenti all inclusive, per la prima volta il numero di utenti senza contratto ha superato quota 100 milioni.

Complice la crisi, le tante carte di credito ritirate o insolute, 100 milioni di americani preferiscono tornare alla vecchia e cara prepagata, più costosa in termini di traffico unitario ma meno costosa per un utilizzo centellinato.

Valore mercato Wireless americano

Il dato, record assoluo negli Stati Uniti, segna una crescita rispetto a Dicembre 2011, del 12%.

Altro elemento in crescita a causa della crisi, l'aumento molto sostenuto (+19%) delle Sim Dati o dei piani abbonamento dati, da utilizzare spesso in sostiuzione dei classici sms o per comunicare a costo zero, che hanno raggiunto negli Stati Uniti un controvalore pari a circa 60 miliardi di dollari nel 2011 ma con una previsione di chiudere il 2012 a 80 miliardi.

Facebook, Whatsapp, l'Italiano Skebby e i diversi Istant Messenger sono solamete alcuni esempi di strumenti che si possono utilizzare per comunicare gratuimente con i propri amici (oltre ai sistemi nativi come BlackBerry Message e iMessage di Apple).

Una vera manna dal cielo in tempi di crisi, se consideriamo che con il costo di 10 Sms (1,2 euro) con molti operatori è possibile disporre di bundle dati da centinaia di Mb (considerata come esempio la tariffa da 9 euro al mese per 3 GB di traffico dati).

La crescita in Petabytes del traffico Usa 
(1 petabyte = 1 048 576 GB)
Traffico dati Usa

La crescente penetrazione degli smartphone che a livello mondiale rappresenta quasi il 40% del totale (4 telefoni su 10 venduti sono smartphone) è decisamente più sostenuta nel mercato americano visto che già a Dicembre 2011 rappresentava il 70% delle vendite (73% a fine 2012).



Nel grafico qui sotto (in dettaglio nella seconda immagine), invece, le quote di mercato smartphone in Usa per produttore negli ultimi 3 anni.

Come possiamo vedere, la quota di Apple relativa alle vendite è stabile al 10% (ma in crescita in valore assoluto per la crescita del mercato) mentre è decisamente esplosa Samsung, passata dal 7% al 28%. Molto evidente anche il tracollo Rim, passato dal 12% al 4% mentre possiamo notare come dal 2011 sia cresciuta Nokia nel mercato Statunitense.

Il blocco arancione, definito Featurephone, rappresenta invece i classici cellulari (non smartphone).






 

Tra gli operatori AT&T e Verizon si confermano i top player, con Sprint e T-Mobile a seguire.

Le quote di mercato degli Operatori Americani

 

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