Agcom: gli SMS italiani i piu' costosi in Europa

 

Uno studio dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha preso in considerazione il mercato al dettaglio comprensivo dei servizi SMS off-net e dei servizi di messaggistica alternativi, quali e-mail e instant messaging ha evidenziato che il costo dei messaggi di testo in Italia è più alto rispetto a molti altri paesi

Scritto da Maurizio Giaretta il 09/04/13 | Pubblicata in Operatori | Archivio 2013

 

Uno studio dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha preso in considerazione il mercato al dettaglio comprensivo dei servizi SMS off-net e dei servizi di messaggistica alternativi, quali e-mail e instant messaging ha evidenziato che il costo dei messaggi di testo in Italia è più alto rispetto a molti altri paesi.

Nel 2007 la Commissione aveva considerato che ci sarebbe stato un aumento dei servizi di instant messaging, che sarebbero stati "in grado di competere con i servizi SMS". Negli ultimi tre anni infatti le SIM che hanno generato traffico IP sono più che raddoppiate e inoltre "tra il 2010 e il 2011, il numero di messaggi istantanei inviati tramite rete mobile è cresciuto del 300% circa".

Le persone che usano i servizi di messaggistica istantanea li percepiscono come gratuiti (il loro costo è già compreso nella connessione a internet). Questo è "senza dubbio un fattore determinante nel processo di sostituibilità con gli SMS". I dati dell’OFCom mettono in evidenza, infatti, che nel nostro paese "il 23% di coloro che comunicano attraverso i social network ha dichiarato di aver ridotto l’uso di SMS".

Per motivi tecnici l'instant messaging non può tuttavia sostituire così facilmente gli SMS

L'instant messaging tuttavia non può sostituire così facilmente i più tradizionali SMS, in quanto questi ultimi sono gli unici a dare la certezza di essere consegnati. Nella nota dell'Autorità, infatti, si legge che "da un punto di vista tecnico, l’operatore di destinazione è l’unico operatore in grado di consegnare il messaggio a un determinato utente della sua rete e pertanto il servizio di terminazione SMS da esso offerto non può essere sostituito con nessun altro servizio all’ingrosso".

"Nonostante il trend decrescente dei prezzi degli SMS in Italia, questi ultimi si assestano ancora su livelli più alti rispetto alla media dei Paesi europei"

Gli SMS in Italia sono i più cari d'Europa. In media, a Gennaio 2012 costavano 4,57 centesimi, a confronto con i 3,15 centesimi degli altri paesi europei. "Nonostante il trend decrescente dei prezzi dei servizi di terminazione SMS in Italia, questi ultimi si assestano ancora su livelli più alti rispetto alla media dei Paesi europei".

Dal 2008 al 2011 gli operatori di telefonia nazionali, "pur disponendo di una risorsa di rete necessaria [...] non sono stati in grado di sfruttare appieno il proprio potere di mercato". In quel periodo infatti "il ricavo unitario da terminazione SMS si è ridotto". L'Autorità a questo punto consiglia che in prospettiva "un eventuale futuro aumento del prezzo del servizio di terminazione SMS non sarebbe profittevole per gli operatori".

"Un eventuale futuro aumento del prezzo del servizio di terminazione SMS non sarebbe profittevole per gli operatori"

Questa indagine è solo di carattere conoscitivo, in quanto viene fatto notare comunque che "tale mercato [di terminazione SMS su singole reti mobili] non è incluso nella lista di quelli suscettibili di regolamentazione ex ante ai sensi delle Raccomandazioni della Commissione europea del 2003 e del 2007".

Alla luce di queste considerazioni. l'Autorità continuerà "a svolgere l’attività di monitoraggio sull’evoluzione del livello dei prezzi dei servizi di terminazione SMS in Italia, così da verificare che gli stessi rispondano ai criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, che informano l’accesso al mercato delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica".

Agcom: cresce l'uso di Chat, calano gli SMS

La fotografia dell'Italia delle telecomunicazioni dell'Agcom a Giugno 2013: l'uso degli Sms ancora in calo a favore delle chat; Il digital divide cresce: 2,4 mln di italiani navigano con l'ADSL 'lite'.

L'Agcom conferma il continuo calare dell'uso degli SMS, a vantaggio delle chat, quindi l'incremento del traffico dati mobile. E la dimostrazione di questo giunge dagli stessi operatori mobili, che ora offrono SMS praticamente illimitati a prezzi davvero accessibili (basti pensare alla Unlimited della Vodafone che da' sms senza limiti da 9,90 euro al mese, oltre a chiamate e internet).
 
Alla fine del mese di giugno, sono stati spediti 43,1 miliardi di SMS, in calo del 10 per cento rispetto al primo semestre dello scorso anno. Non è che le persone non si messaggiano più, solo che preferiscono usare servizi di chat per restare in contatto con gli amici, come WhatsApp piuttosto che Line o Viber. Ed è proprio grazie all'uso di servizi come questi, dal mobile, che dall'inizio dell'anno il traffico dati è cresciuto del 33 per cento. L'Agcom evidenzia come le sim 'solo voce' sono diminuite, mentre sono in crescita le attivazioni di 'Sim Dati'.
 
Digital Divide giugno 2013 Agcom
 
Secondo l'ultimo rapporto "Osservatorio Trimestrale sulle Telecomunicazioni" dell'Agcom aggiornato al 30 giugno, poi, gli operatori mobili virtuali contano 5 milioni di clienti, mentre la banda larga cresce ma ancora 2,4 milioni di italiani (4 per cento del totale), non hanno accesso ad Internet Veloce perchè viaggiano a meno di 2 mega. Le regioni che più soffrono del cosiddetto digital divide, dai dati dello studio, sono il Molise, la Basilicata e la Calabria. Campania, Sardegna, Sicilia, Lazio, Puglia e Lombardia le regioni con minore Digital Divide 'netto'.
 
Circa l'8,8 per cento si ritiene essere la quota in digital divide da rete fissa di cui solo circa il 3,8 per cento (contro il 5,0 per cento al 31/12/2011) per mancanza assoluta di servizio ADSL ed il 3,2 per cento con accesso a velocità inferiore a 2Mbps (ADSL 'lite'). Il restante 2 per cento circa si stima essere la quota coperta solo nominalmente dalla banda larga ma effettivamente impossibilitato a raggiungere velocità superiori a 2Mbps per problemi di linea lunga.
 
Rispetto a giugno 2012, si osserva un calo degli accessi complessivi per circa 500 mila linee, in linea con quella corrispondentemente osservata nei dodici mesi precedenti. La quota di Telecom Italia negli ultimi dodici mesi è scesa di 2,0 punti percentuali, collocandosi al 63,5%. Significativo è l’incremento fatto registrare da Fastweb sia su base annuale (+1,4%) che trimestrale (+0,3%). Vodafone e Wind registrano flessioni assai contenute sia su base annua che trimestrale. Tiscali mostra un leggero aumento su base annua (+0,2%).
Su base annua, le quote di mercato di Telecom e Vodafone flettono entrambe dello 0,7% a favore di H3G (+0,3%) ed, in misura più consistente, di Wind (+1,1%). Il traffico telefonico (73,8 miliardi di minuti da inizio anno) risulta in aumento del 5,6%, rispetto al corrispondente valore del 2012. 
 

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