Google, Gmail e la corrispondenza pubblica

 

Nella mozione per respingere una causa sulla violazione della privacy, Google dice gli utenti di Gmail non devono "aspettarsi la protezione della privacy se ci si affida in modo volontario a terze parti"

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/08/13 | Pubblicata in Operatori | Archivio 2013

 

Nella mozione per respingere una causa sulla violazione della privacy, Google dice gli utenti di Gmail non devono "aspettarsi la protezione della privacy se ci si affida in modo volontario a terze parti".

Come se Edward Snowden non avesse fatto abbastanza per mettere in luce come le comunicazioni elettroniche sono vulnerabili alla sorveglianza, Google ha messo in chiaro che le persone che inviano o ricevono e-mail tramite il suo servizio di posta elettronica Gmail non devono aspettarsi che i loro messaggi rimangano privati.

In un documento di 39 pagine depositato nel mese di giugno e redatto per respingere una class-action, il gigante del Web cita Smith v Maryland, una decisione della Corte Suprema del 1979 che ha confermato la possibilità di raccolta delle comunicazioni elettroniche senza un mandato.

Password privacy email

"Proprio come un mittente di una lettera ad un collega di lavoro non può essere sicuro che l'assistente del destinatario non apre la lettera, persone che usano e-mail via web oggi non possono rimanere sorprese se i loro messaggi di posta elettronica sono trattati dal fornitore del servizio nel corso della consegna. Infatti, una persona che non può avere una legittima aspettativa in termini di privacy delle informazioni se si rivolge volontariamente a terzi."

In parole povere, Google mette nero su bianco che gli utenti di Gmail non possono pretendere che la posta elettronica offra maggiori garanzie di privacy.

I querelanti sostengono che la scansione automatica da parte di Google delle e-mail rappresenta una intercettazione illegale delle comunicazioni elettroniche degli utenti, senza il loro consenso. Tuttavia, Google, che utilizza la scansione automatizzata per filtrare lo spam e fornire pubblicità mirata ai propri utenti, ha osservato che i querelanti hanno acconsentito alla pratica in cambio dei servizi offerti con la posta elettronica. Google continua a dire che i giudici hanno stabilito che tutti gli utenti di posta elettronica "necessariamente devono dare il consenso implicito al trattamento automatizzato delle loro e-mail."

Consumer Watchdog, associazione statunitense a tutela dei diritti dei consumatori, ha definito  l'affermazione di Google come una "sbalorditiva ammissione" e ha messo in guardia le persone che hanno cura per la loro privacy di non utilizzare il servizio di posta elettronica di Google, Gmail.

"Google usa un'analogia sbagliata; l'invio di una e-mail è come dare una lettera all'ufficio postale," John M. Simpson, direttore del progetto Privacy di Consumer Watchdog, ha detto in una dichiarazione. "Mi aspetto che le Poste consegnino la lettera in base all'indirizzo scritto sulla busta; non mi aspetto che il postino apra la mia lettera, la legga, e poi la consegni. Allo stesso modo quando invio una mail, mi aspetto che il messaggio venga consegnato al destinato destinatario con un account Gmail in base all'indirizzo e-mail; perché dovrei aspettarmi che il suo contenuto venga intercettato e letto da Google".

In un comunicato, Google ha difeso la gestione delle e-mail e la privacy degli utenti di Gmail.

"Prendiamo la privacy e la sicurezza dei nostri utenti molto sul serio. Le recenti notizie che affermano il contrario sono semplicemente false", Google ha detto in una dichiarazione. "Abbiamo costruito la migliore sicurezza nel settore e funzionalità di privacy leader nel settore con Gmail".

Al momento della sua introduzione nel 2004, Gmail è stato subito criticato da legislatori e difensori della privacy allo stesso modo come un orribile servizio che viola la privacy degli internauti. I critici sostengono che dovrebbe essere illegale per una società acquisire il testo della corrispondenza e-mail dei propri clienti e visualizzarne pubblicità pertinente.

Cogliendo i problemi di privacy, Microsoft ha lanciato una campagna contro Google lo scorso anno, che invita i consumatori ad usare il proprio servizio di posta elettronica Outlook.com. Microsoft afferma che il suo servizio di posta elettronica esegue automaticamente la scansione dei contenuti delle e-mail degli utenti solo per evitare lo spam, malware e altre attività indesiderate.

La privacy degli utenti di posta elettronica ha assunto una maggiore attenzione in seguito al caso di Edward Snowden, ricercato dagli Stati Uniti per aver portato alla luce documenti top-secret circa le pratiche di sorveglianza dell'NSA. Piuttosto che eventualmente compromettere la privacy dei propri clienti, un servizio di posta elettronica crittografato e usato da Snowden, Lavabit, ha deciso la scorsa settimana di chiudere.

 

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